Addio a Licio Costantini il partigiano più giovane

30 Luglio 2015

PESCARA. Addio a Licio Costantini (nella foto), il partigiano che per anni ha chiesto il riconoscimento ufficiale di più giovane partigiano d’Abruzzo. Costantini è morto a 84 anni all’ospedale di...

PESCARA. Addio a Licio Costantini (nella foto), il partigiano che per anni ha chiesto il riconoscimento ufficiale di più giovane partigiano d’Abruzzo.

Costantini è morto a 84 anni all’ospedale di Chieti. Era originario di Lanciano, ma da anni risiedeva a Pescara. Cominciò a combattere a 12 anni, il 5 ottobre del 1943 dopo una riunione alle Grotte nella circonvallazione di Lanciano. Nessuno potè iscriverlo alle liste ufficiali della Resistenza perché era troppo giovane. «Ricordo un episodio in particolare che avvenne nel 1943», aveva raccontato Costantini in un’intervista al Centro, «insieme a due miei colleghi partigiani, di poco più grandi, Angelo Ciavarellie Angelo Bisbano, andammo nella caserma dei carabinieri di Lanciano. Era deserta: gli altri due presero i moschetti. Io provai a imbracciare un fucile 91, ma era il doppio di me. Così, afferrai due bombe a mano e uscii. La nostra missione era di controllare il passaggio dei camion tedeschi dal terrazzo di una casa di tolleranza. Nel cortile sabotammo alcuni mezzi e ci appostammo. All'improvviso notai una sagoma con l'aquila bianca sul cuore. Urlai: "Angiolino, un tedesco" e così lo sorprendemmo. Tentai di disarmarlo, ma lui mi afferrò. Mi gettai a terra e i miei amici spararono. Il soldato, colpito a un ginocchio, rimase a terra tutta la notte e morì dissanguato. Uscirono i suoi commilitoni e mi ricordo i proiettili fischiarmi vicino alle orecchie durante la fuga. Mi rifugiai in una cantina piena di gente. Quando sono rientrato a casa ricordo ancora il viso spaventato di mio padre. Eravamo 7 figli e io ero il più spericolato».

Il padre di Licio, Michele Costantini, aveva perso il lavoro in fabbrica per aver fatto un'offerta in denaro ai socialisti dopo l'attentato a Matteotti nel 1924.

Durante la guerra Lanciano si era riempita di tedeschi e i fratelli di Licio, Raffaele, Enzo e Franco, riuscirono a fuggire travestiti da donna.

Negli scorsi anni il caso di Licio Costantini era finito sul tavolo di Carlo Azeglio Ciampi, durante il suo settennato al Quirinale; di lui si sono occupati il ministero della Difesa e Luciano D'Alfonso quando era sindaco di Pescara. Costantini ha chiesto solo che gli fosse riconosciuto il diritto di potersi definire a tutti gli effetti «un partigiano».

E sul necrologio che ha annunciato la sua morte è stato messo con fierezza: “il più giovane partigiano d’Italia”.