Addio Equitalia, i Comuni senza sconti

2 Novembre 2016

Gli enti locali che non si avvalgono della società pubblica chiedono la modifica del decreto sulla rottamazione delle cartelle

PESCARA. In Abruzzo 244 comuni su 305 non si servono di Equitalia per la riscossione dei tributi, ma di altre società private iscritte a uno specifico albo del ministero delle Finanze (in Italia queste società sono una settantina). Due Comuni su tre, dunque, non entreranno nella sanatoria prevista dal governo, cioè non potranno rottamare le cartelle dei loro tributi emessi tra il 2000 e il 2015 come previsto dall’ultimo decreto fiscale. Il premier Matteo Renzi lo ha escluso, anche se ha lasciato uno spiraglio («se il Parlamento vorrà allargare i benefici della norma anche agli altri comuni potrà farlo»). Le strade percorribili per i sindaci sono due: un’adesione volontaria dei Comuni alla sanatoria, o, soprattutto, una norma quadro che li ricomprenda all’interno delle norme previste per Equitalia.

«Per i Comuni è un problema serio», dice il presidente dell’Anci Abruzzo Luciano Lapenna, ex sindaco e oggi consigliere comunale di Vasto, «come associazione abbiamo aperto un tavolo, vedremo come si svilupperà». Il problema dei Comuni, spiega Lapenna, «non è di mandare la comunicazione con la cartella, ma è quello di riuscire a riscuotere i tributi non versati», cioè scovare gli evasori o i semplici ritardatari e distratti. Dunque il problema è la riscossione coattiva (ganasce fiscali, pignoramenti, espropri forzati), che in tempo di crisi si aggrava e assume una dimensione importante per le casse comunali.

«Da qui», dice Lapenna, «la possibilità data ai Comuni di servirsi di società iscritte all’albo». Una possibilità ma anche un obbligo dato che è stato lo stesso governo a stabilire l’uscita di Equitalia dal sistema della riscossione per i Comuni e gli enti partecipati (doveva essere dal 1° gennaio del 2012, ma da allora ci sono state proroghe di semestre in semestre fino al 31 dicembre 2016).

Tra i comuni che oggi si servono di queste società ce ne sono di grandi come Pescara (Postetributi), Lanciano (Soget), Ortona (Soget), Chieti (Soget). La scelta tra Equitalia e le altre società di riscossione dipende da vari fattori: dall’entità dell’aggio applicato, cioè della percentuale che il concessionario trattiene su quanto riscosso (a Teramo dove si è aggiudicata la gara la pugliese Cerin, l’aggio coattivo è dell’8,17% che raddoppia in caso di gestione di quote inesigibili); dall’introito minimo garantito, dalla possibilità di ottenere anticipazioni delle somme garantite. Per Equitalia il danno è relativo, perché il 90% dei carichi a ruolo dei comuni sono sotto i mille euro (dato Anci) e l’intero ammontare è di 550 milioni: quisquilie?

Non gioca invece il fattore “immagine” nella scelta tra Equitalia e le altre società. Perché se Equitalia non gode di buona fama, altrettanto si può dire delle altre società, perché le regole per la riscossione coattiva sono uguali per tutti e mai simpatiche. E’ recente il caso di una ex imprenditrice di Giulianova che si è vista pignorare lo stipendio dalla Soget per il pagamento di 12 mila euro di bolli di un'auto intestata alla società (chiusa) del padre (deceduto), senza aver ricevuto in precedenza alcuna notifica. Mentre sfiora il grottesco il caso dell’anziano di Pescara che non riesce a liberarsi di una puntuale e fastidiosa mini gabella di 5,7 euro relativa al pagamento del contributo irriguo che dovrebbe versare al Consorzio di bonifica di Chieti per una casa che gli è stata espropriata e poi abbattuta negli anni '80.

Ma torniamo alla manovra del governo. Per i cittadini dei Comuni fuori del perimetro di Equitalia le settimane fino al varo della manovra in Parlamento potrebbero essere decisive, mentre già dal 7 novembre si apre la possibilità di aderire alla sanatoria prevista per Equitalia, giacché la società metterà a disposizione dei contribuenti il modello per la richiesta di adesione che dovrà essere presentato entro lunedì 23 gennaio, ed entro il 24 aprile 2017 l’agente della riscossione dovrà indicare l’importo totale da pagare e quello delle singole rate.

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