Agenti abruzzesi in pattuglia negli Usa

Progetto condiviso in occasione di un incontro a Orsogna con il Dipartimento di polizia di Everett nel Massachusetts
ORSOGNA. Law and order. Non saranno sceriffi americani ma le sembianze le prenderanno: per una settimana, anche 5-6 agenti della polizia locale abruzzese lavoreranno in pattuglia per le strade di Everett e negli uffici dei colleghi del Dipartimento della città del Massachusetts. Gli agenti che andranno in America vestiranno le divise di Everett e dovranno avere sufficiente conoscenza della lingua inglese.
Iniziativa ambiziosa e unica nel suo genere per i “fischietti” dell’Abruzzo che proiettata in campo nazionale può portare a quella riforma tanto richiesta da decenni e mai concretizzata nel settore della polizia locale.
Dello scambio di vedute sul lavoro tra i rappresentanti della pubblica sicurezza si è discusso nell’incontro tra il dipartimento di polizia di Everett e alcuni comandi di polizia locale d’Italia come Trento, Lecco, Bari, Roma, Pescara, Avezzano e Montesilvano. L’Ancupm delegazione Abruzzo, che ha organizzato l’incontro a Orsogna, Comune gemellato con Everett, ha per l’occasione allestito una tavola rotonda per mettere a confronto aspetti ritenuti importanti tra le due realtà, quella americana e quella italiana riguardante l’attività degli agenti: quindi. controllo del territorio, leggi, poteri, competenze, dotazioni, sistemi operativi e responsabilità.
Nell’occasione il capitano Lorenzo Di Pompo, comandante della polizia locale di San Giovanni Teatino e presidente Ancupm Abruzzo, ha parlato del progetto al sindaco di Everett, Carlo De Maria, rimasto entusiasta del progetto, insieme al comandante della polizia della città americana, Steven Mazzie.
«Dal confronto», spiega il capitano Di Pompo, «sono emerse diversità sostanziali tra le due polizie dovute soprattutto alle leggi vigenti nei due Stati. A cominciare dall’iter delle contravvenzioni con gestione, riscossione e conseguenza per il mancato pagamento: ad esempio, il mancato pagamento di una multa negli Usa, comporta l’automatico ritiro della carta di circolazione e della patente di guida. E a chi viene sorpreso alla guida di un mezzo al quale è stata ritirata la carta di circolazione scatta l’arresto con condanne da 3 a 5 anni. Stesse pene per chi circola con la patente ritirata». Differenze anche per le prestazioni lavorative con nessun limite pro capite di spesa per i pagamenti degli straordinari. «Al poliziotto americano», riprende Di Pompo, «è ad esempio consentito effettuare un secondo lavoro dopo aver prestato quello istituzionale. Inoltre lì sono dotati di attrezzature di ogni genere che aiutano all’individuazione dell’illecito o del reato. E per una condanna per un mese non è prevista la nostra “condizionale”: il mese lo si fa per intero».
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