Agenti umiliati? «La Boldrini non c’entra»

29 Settembre 2016

Il questore Terribile sulla visita della presidente della Camera a Pescina: spetta a noi decidere dove dislocare gli agenti

L’AQUILA. «La predisposizione dei servizi a tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica è responsabilità esclusiva del questore, autorità di pubblica sicurezza, e non della Camera dei deputati»: arriva la spiegazione della questura dell'Aquila dopo che il sindacato di polizia Siulp aveva protestato perché le forze dell'ordine in servizio sarebbero state costrette a «nascondersi» durante la visita del presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini sabato scorso a Pescina per un evento politico.

L’occasione era stato un dibattito organizzato nell'ambito del meeting nazionale del Centro Democratico.

La questura si prende dunque la responsabilità dell'impiego della forza pubblica e della predisposizione dei servizi a tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica in linea con quanto aveva già dichiarato al Centro il portavoce della Presidenza della Camera Roberto Natale. «Non è la presidente della Camera che dà disposizioni e non possiamo affermare che cosa è avvenuto nello specifico», aveva detto il portavoce interpellato a seguito della polemica aggiungendo che in linea generale «quando la presidente va nei luoghi auspica che vi sia minore impatto sulle comunità, è una linea d'azione comune». »Teniamo comunque a sottolineare che è completamente falsa la notizia sulla scorta più costosa d'Europa; il fatto che l'abbiano scritta alcuni giornali, puntualmente smentiti, non la rende più vera».

Questa tesi era stata riportato dal segretario provinciale del Siulp Fabio Lauri nella lettera lettera di protesta al questore dell’Aquila, Alfonso Terribile.

«Nonostante il dispiegamento di risorse, risulta che la prima indicazione impartita a polizia e carabinieri, sia stata quella di trovarsi un nascondiglio in modo da rendersi invisibili alla terza carica dello stesso Stato», aveva evidenziato Lauri, «poliziotti e carabinieri, con estremo imbarazzo, sono stati costretti a nascondersi nei più remoti meandri del paese: una volante dietro a un fienile, la gazzella dei carabinieri sotto a un ponte, con miserabile stupore dei cittadini che hanno assistito increduli al pietoso e quanto mai originale fenomeno dell’occultamento degli uomini delle istituzioni».

Intanto un altro sindacato prende posizione. Si tratta dell’Adp (autonomo di polizia) che preannuncia una nota di biasimo al presidente della Repubblica Sergio Mattarella «poiché la divisa della polizia rappresenta lo Stato e la democrazia». «Siamo stanchi di essere trattati come degli indesiderati da parte della terza carica dello Stato», scrive il segretario generale dell’AdP Ruggero Strano, « infatti non è la prima volta che l’on.le Boldrini “pretende” di non vedere gli uomini in divisa, è ora che il presidente della Repubblica faccia sentire la propria voce».(cr.re.)