Agir, alta tensione tra Lega e FI

2 Agosto 2018

Stati generali del partito di Salvini, sabato a Pescara, per decidere sulle alleanze

PESCARA . La linea della Lega in Abruzzo, che ricalca quella del leader nazionale, Salvini, a Roma, è tracciata. Alta tensione e guerra aperta all’asse Pd, FI, qui con il concorso di Fd’I, per l’elezione del Cda di Agir: gli effetti nel centrodestra abruzzese si vedranno sabato, al Best Western Hotel Plaza, in piazza Sacro Cuore, a Pescara. Qui, alle 11, lo stato maggiore della Lega, il coordinatore, l’onorevole Giuseppe Bellachioma, l’onorevole Luigi D’Eramo, il coordinatore Gianfranco Giuliante e il sindaco di Ovindoli Simone Angelosante, scoprirà le carte sulle alleanze in regione, Agir e il Nazareno d’Abruzzo, che evoca un asse tra il Pd di D’Alfonso e FI di Pagano. In attesa degli eventi, Angelosante, prende spunto dalla soddisfazione espressa dal segretario provinciale del Pd dell’Aquila, Francesco Piacente, sul varo del cda di Agir «attraverso un accordo ampio tra le componenti politiche e i sindaci», per ribattere sul tasto «inciucio Pd- FI- Fd’I. Ormai la maschera è gettata: intesa dei partiti, non dei sindaci». Ingerenze negate dal primo cittadino di Avezzano e consigliere di Agir. «La convergenza tra i sindaci», sostiene Gabriele De Angelis, «non è nata da indicazioni partitiche. Agli interessi di parte, per quanto legittimi, abbiamo anteposto l’interesse dei cittadini ad avere un sistema di smaltimento rifiuti efficiente e soprattutto a costi sostenibili, cercando di garantire il più possibile un’adeguata rappresentanza a tutti i territori della regione». Enrico Di Giuseppantonio, sindaco di Fossacesia e segretario regionale Udc, contesta il metodo, motivo per il quale non ha partecipato al voto, «ma non gli eletti, colleghi verso i quali nutro rispetto e fiducia. Sarebbe stato opportuno evitare il ricorso a nomine espressione di coalizioni anziché di un confronto democratico», dice, «che avrebbe visto protagonisti chi è a contatto coi territori e ha messo al centro dell’azione amministrativa una politica attenta nella gestione dei rifiuti». La tensione, quindi, è ancora alta, mentre potrebbe segnare il the end della coalizione di centrodestra, anche se di riflesso ai palazzi romani.
Mario Sbardella
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