Agricoltura, ora volano solo le accuse

24 Novembre 2019

Botta e risposta tra Pepe e Imprudente (l’ex assessore e il suo successore) sui finanziamenti che l’Abruzzo sta per perdere

PESCARA. Il Comitato di sorveglianza del Programma di sviluppo rurale (Psr) 2014/2020 conferma il rischio di disimpegno dei fondi per l’agricoltura abruzzese per il 2019. Volano accuse tra Dino Pepe ed Emanuele Imprudente, ex assessore regionale Pd all’agricoltura e il suo successore leghista. Il botta e risposta si consuma pochi giorni dopo il Comitato a cui hanno partecipato la Regione, il ministero dell’Agricoltura, l’Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura), i delegati dell’Unione Europea e del mondo agricolo abruzzese. «Al 31 dicembre 2018, la Regione era avanti di 15 milioni rispetto all’obiettivo che era stato prefissato, questo grazie soprattutto al lavoro, alla serietà e alla competenza della struttura regionale che si occupa delle politiche agricole», afferma Pepe, «mi auguro che l’obiettivo di evitare il disimpegno di questi fondi venga raggiunto anche per il 2019 poiché sarebbe una sciagura per l’Abruzzo. Il disimpegno comprometterebbe negativamente anche il negoziato per la concessione dei fondi del nuovo Psr 2021/2027 e quindi l’andamento dell’economia agricola regionale dei prossimi anni». Ma il dem va anche oltre: «Da febbraio a oggi», sostiene, «non sono ancora stati pubblicati nuovi bandi per il Psr 2014/20. Il ritmo di avanzamento di spesa, dall’insediamento della giunta Marsilio, procede troppo lentamente. E le risorse erogate in questi ultimi mesi si riferiscono a bandi programmati dalla precedente giunta. Invito Imprudente a seguire con maggiore attenzione i tavoli tecnici che si svolgono a Roma con Ministero e Agea e ad avere un confronto più serrato con i delegati dell’Ue: ad oggi non mi risulta che l’assessore sia mai andato a Bruxelles. Purtroppo lo vediamo impegnato solo ad “accaparrarsi” le poltrone dei consorzi di bonifica oppure a seguire e curare le leggi manifesto della Lega come la richiesta di referendum elettorale». Ma Imprudente va subito al contrattacco; «È paradossale», ribatte, «che chi crea il problema poi critica e tenta di impartire lezioni. Pepe dovrebbe tacere, ben sapendo che sotto il suo mandato la Regione ha dovuto buttare al secchio oltre 6 milioni di euro di fondi europei, persi per clamorosi errori di gestione. Il vero disimpegno l’ha causato lui», continua il leghista, «se oggi c’è una responsabilità rispetto alla situazione drammatica, che abbiamo denunciato fin dal primo giorno, è ascrivibile solo alla sua gestione. Lo ammette egli stesso: se la struttura e gli uffici sono di altissima qualità e professionalità, come dichiara, solo le scelte scellerate della sua programmazione hanno creato questa condizione. Se vuole bene all’Abruzzo e agli agricoltori, Pepe dovrebbe lavorare accanto a noi per mettere mano ai problemi che ha generato negli anni. In questi 8 mesi», conclude Imprudente, «sono stato più presente con Agea, Ministero e Commissione europea rispetto a quanto lui abbia fatto in 5 anni di governo. Anche il Comitato di sorveglianza dell’altro giorno ne è stato una testimonianza: tutti i portatori di interessi hanno convenuto sul cambio di passo che abbiamo impresso. Purtroppo i danni all’agricoltura creati da lui sono talmente ingenti che oggi l’Abruzzo sta facendo qualcosa di straordinario. Abbiamo ereditato contenziosi milionari e programmazioni inattuabili su alcune misure. Se fosse stato attivo quando era assessore come lo è in questi mesi sulla stampa nel criticare, oggi forse l’agricoltura abruzzese sarebbe stata in un’altra condizione».