ABRUZZO

Al via la vendemmia tra calo della raccolta e richieste di aiuti

La partenza è prevista il 18 agosto: primo bilancio a novembre. Gagliardi (Cantina Tollo): è presto per quantificare le perdite

CHIETI. Vendemmia 2023: si parte il 18 agosto. Si preannuncia una stagione di raccolta molto particolare e con numerose problematiche quella di quest’anno a seguito delle insistenti piogge di maggio che hanno portato al dilagare del fungo della peronospora che ha attaccato gran parte dei vitigni.

Per far fronte al grido d’allarme dei viticoltori, tra le varie misure adottate c’è quella proposta da Confagricoltura Abruzzo del prestito di conduzione, con erogazione entro dicembre 2023. «Ringraziamo la Regione Abruzzo per aver reso finanziabile la nostra proposta», ha detto il presidente Mauro Lovato, «che ci è sembrata la più veloce per garantire liquidità agli imprenditori e fronteggiare i costi fissi da sostenere nella campagna agraria 2024. Certamente non sono importi gratuiti, andranno restituiti entro dicembre 2025, ma daranno fiato e possibilità di procedere con il lavoro quotidiano a quanti non avessero disponibilità economiche immediate. La Regione, per la prima volta nella sua storia, parteciperà ad abbattere gli interessi del 55/60% riducendo quelli a carico dei contraenti».

Si tratta di un primo approccio al quale con molta probabilità seguiranno altre iniziative di ristoro da parte del governo nazionale, già annunciate lo scorso 7 agosto dal Consiglio dei ministri. Secondo il presidente di Confagricoltura occorre intervenire per l’anno 2024 nella sospensione dei contributi Inps a carico del datore di lavoro e dei suoi dipendenti al fine di garantire la continuità lavorativa degli stessi.

Tuttavia, occorrerà attendere i primi di novembre, e analizzare le dichiarazioni di produzione dei singoli viticoltori per valutarne, rispetto alla media degli ultimi anni, quale sarà la perdita effettiva. A sostenere questa tesi anche il presidente della Cantina Tollo, Luciano Gagliardi, che ha sottolineato come al momento risulta difficile fare previsioni precise sull’andamento della vendemmia. «Bisogna iniziare l’attività di raccolta e solo dopo sarà possibile quantizzare la perdita rispetto ai danni subiti», ha detto Gagliardi, «molto dipende anche dalla tipologia delle uve, ora parlare di numeri è troppo presto».

Anche Carlo De Iure, presidente della cantina sociale San Zefferino di Caldari che conta circa 450 soci, ha ipotizzato perdite diverse in base alla varietà dell’uva. Una prima stima confermerebbe un 80% in meno circa di Montepulciano, un 30% delle uve precoci e una minore raccolta di Trebbiano pari al 60%. Dunque, lo scenario dei prossimi mesi non sembra essere dei più rosei. Confagricoltura, intanto, lancia altre proposte come mettere in garanzia bancaria l’imprenditore relativamente ai mutui già contratti, prevedendone le sospensioni e partecipando all’abbattimento degli interessi del 2024 e ai mutui da contrarre, indispensabili al miglioramento aziendale. Infine, per l'associazione di categoria, sarebbe necessaria una modifica alle norme che regolano le polizze assicurative delle produzioni vegetali imponendo prezzi più equi e franchigie più basse che invoglino i tanti produttori ad effettuarle e spostare la loro copertura fin dall’inizio della ripresa vegetativa e non solo dalla presenza dei frutti.

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