Alluvione, il commissario è Iovino

24 Novembre 2016

Via libera alla nomina che sblocca 21 milioni di euro per oltre ottanta Comuni

PESCARA. Via libera alla nomina del commissario per l'alluvione del 2015 che mise in ginocchio l’Abruzzo. E’ l’atto che consente la copertura finanziaria per 21 milioni di euro di lavori. La notizia era attesa da decine di sindaci. Antonio Iovino, dirigente regionale e capo del Centro multiservizi della Protezione Civile, ha il compito, da ieri, di spalmare i risarcimenti richiesti dai Comuni alla Regione. Il Ragioniere generale dello Stato ha infatti dichiarato regolare l’ordinanza del capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, vagliata il 26 ottobre scorso anche dall’Anac (Autorità nazionale anticorruzione), che nomina Iovino per gestire «le iniziative finalizzate al superamento della situazione di criticità determinatasi in conseguenza delle eccezionali avversità atmosferiche verificatesi nei mesi di febbraio e marzo del 2015 nel territorio della Regione Abruzzo».

Il numero delle richieste di interventi era consistente. Parliamo infatti di 87 frane, più o meno estese, che vedevano coinvolti l'Alto Vastese, dove spiccavano i danni subìti dalle strade provinciali tra Montazzoli e Castiglione Messer Marino; l'area Vestina, con Penne, Civitella Casanova e Villa Celiera, martoriate dal maltempo e in cima alla lista dei danni da risarcire; e poi il Teramano, in particolar modo nella parte confinante con la provincia di Pescara, quindi Castiglione Messer Raimondo e Bisenti; e infine Chieti, con cinque fronti di frana nella sola città.

La richiesta era di 30 milioni 293mila euro connessa alla dichiarazione dello Stato di emergenza approvata dalla giunta regionale all’indomani della devastante alluvione. I primi 9 milioni di euro, per interventi di somma urgenza, erano già stati finanziati. La parte più consistente, di 21.459.605 euro, è stata sbloccata ieri.

Il governatore Luciano D'Alfonso porta a casa un risultato positivo per l'Abruzzo. Spetterà al suo dirigente Iovino gestirlo, con tempi imposti dalla Protezione civile.

Nel dettaglio si tratta di sette interventi finanziati per portare a termine i lavori a Bisegna, Fara Filiorum Petri, Guardiagrele, Guilmi, Palmoli, Roccamorice e Torricella Sicura. Gli altri 80 interventi invece sono lotti stralcio, di un importo che varia dai 320 ai 360mila euro per ciascuno di essi, così distribuiti: 42 in provincia di Chieti, 14 in provincia di Pescara, 14 in provincia dell’Aquila e 10 in provincia di Teramo.

Questi infine i dati significativi delle criticità emerse dopo l'alluvione di febbraio-marzo 2015, documentati dai sindaci e illustrati, all'epoca, durante un vertice regionale che il governatore convocò all'Aquila e al quale presero parte oltre 60 amministratori pubblici abruzzesi: erano 273 comuni coinvolti e 2.182 le località; 1.393 le frane, 562 gli allagamenti e 68 i comuni che registrarono il disservizio idrico, per 198 mila abitanti e per una durata di 15 giorni; 202 i comuni che hanno registrato il disservizio elettrico per 147 mila abitanti per una durata di sette giorni; 345 le persone sgomberate. Su questo la Regione ha ottenuto 30 milioni dal governo.