Ambiente e sviluppo: 104 nuove leggi
Dal 1983 entrate in vigore 3.550 disposizioni. Il presidente del Consiglio Di Pangrazio: «Ora abroghiamo quelle inutili»
L’AQUILA. Servizi alle persone e alla comunità, sviluppo economico, tutela dell’ambiente e infrastrutture. Sono questi i settori di intervento su cui il Consiglio regionale ha prodotto il maggior numero di leggi. È quanto emerge dal rapporto sullo stato della legislazione regionale, dal secondo semestre del 2014 al 2016, presentato ieri all’Emiciclo nel corso di una conferenza stampa. Un incontro servito soprattutto a snocciolare i dati più significativi dell’attività svolta dal consiglio, così come ha chiarito il presidente Giuseppe Di Pangrazio. Un rapporto, concentrato in 175 pagine, con una prima parte dedicata al 2016 e la parte restante all’altro periodo di riferimento. Nel 2016 sono state 44 le leggi approvate, un dato che pone l’Abruzzo al terzo posto, dopo la Toscana e la Calabria, nella classifica di quanto prodotto da un consiglio regionale. Nell’intero periodo preso in esame dal rapporto, invece, sono stati 350 i progetti di legge presentati e di questi 104 sono quelli divenuti legge. «Questo rapporto», ha spiegato il presidente Di Pangrazio, che ha tenuto la conferenza stampa con il vice presidente vicario Lucrezio Paolini, il presidente del Collegio per le garanzie statutarie Giampiero Di Plinio e la dirigente Francesca Di Muro, alla presenza – tra gli altri – del governatore Luciano D’Alfonso, «segna un punto di analisi dal 1973 ad oggi e consente di fare attente riflessioni sulla qualità e quantità della legislazione regionale. Bisognerà lavorare, in particolare», ha continuato il presidente del Consiglio regionale, «sulla razionalizzazione della normativa, con l’attivazione di testi unici e il taglio delle leggi diventate ormai inefficaci o obsolete».
Tornando ai dati, emerge che l’iniziativa legislativa rimane fortemente ancorata a quella consiliare (85 delle 104 leggi, pari all’81,73%). «Il rapporto», ha aggiunto ancora Di Pangrazio, «mette in luce una buona attività. Certo si può fare meglio, soprattutto sul fronte della qualità. La normativa esistente dev’essere sempre più orientata sul versante della qualità, ma per fare questo c'è bisogno di studio, di approfondimento, di partecipazione. Le 104 leggi sono un buon numero solo se hanno prodotto quegli effetti per i quali sono state pensate e poi approvate. Proprio sull’efficacia delle nostre leggi abbiamo avviato un’azione di monitoraggio. Avremo i dati nei prossimi mesi e in base a questi risultati potremo decidere meglio le linee da adottare. L’obiettivo è anche quello di realizzare un secondo rapporto sull’analisi delle leggi e sugli effetti che queste hanno prodotto». E per semplificare la vita dei cittadini che la Regione amministra, è in corso anche l’attività “taglia leggi” che servirà a sfoltire quelle ormai superate.
«Sono circa 3.550 quelle in vigore dall’83», ha detto Di Pangrazio, «e tantissime ormai non hanno più ragione di esistere». Le leggi abrogate nei trenta mesi presi in esame dal rapporto sono state 27, mentre quelle impugnate dal governo sono state 12. Il presidente Di Pangrazio, ha posto l’accento, infine, sul delicato rapporto tra assemblea legislativa ed esecutivo regionale. «La futura azione legislativa del Consiglio regionale», ha spiegato ringraziando i colleghi del consiglio e gli uffici per il lavoro svolto, «deve anche tenere in conto la possibilità di revisionare alcuni processi oggi in capo all’assemblea. Ad esempio, la definizione dei regolamenti potrebbe essere trasferita all’esecutivo? Altro tema caldo», ha aggiunto, «che porrà delle sfide anche in campo legislativo nel futuro prossimo, sarà quello delle spinte autonomiste che giungono dall’Europa, ma anche da alcune regioni italiane del Nord. L’Abruzzo, grazie ad un’opera costante di monitoraggio normativo e di analisi, sarà preparato ad affrontare e risolvere questi problemi con competenza, ponendo sempre maggiore attenzione alla rispondenza tra leggi prodotte e ricaduta reale sui cittadini».
Temi questi su cui si è soffermato anche il governatore Luciano D’Alfonso che ha parlato di passione, competenza e studio «necessari per mettere in campo leggi di qualità».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

