Amministratori “doc” per tutelarsi dalle truffe

PESCARA. La lotta contro gli amministratori truffatori, quelli che per esempio se la svignano con il malloppo dei soldi raccolti per le spese condominiali, ora avrà uno strumento in più, quanto meno...
PESCARA. La lotta contro gli amministratori truffatori, quelli che per esempio se la svignano con il malloppo dei soldi raccolti per le spese condominiali, ora avrà uno strumento in più, quanto meno per la provincia di Pescara, e chissà che l’esempio non venga imitato anche dalle altre province della regione.
Il prossimo 15 luglio, in occasione di un convegno che si terrà a Pescara, verrà presentata una sorta, come è stato definito, di «elenco positivo» degli amministratori condominiali, che conterrà, insomma, quelli che sono in regola coi requisiti per esercitare la professione: in primis, non aver subito condanne penali, e poi non essere protestati.
«Di concerto con il Comune di Pescara», ha fatto sapere il presidente dell’Uppi, l’unione piccoli proprietari immobiliari, della provincia di Pescara, Lorenzo Cirillo - il quale insieme con i rappresentanti dell’Anaci, l’associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari, e Arco, l’associazione dei consumatori, nei giorni scorsi ha incontrato l’assessore comunale di Pescara, Adelchi Sulplizio «è nostra intenzione quella di creare un registro di amministratori di condominio, in quanto non esiste un albo degli amministratori condominiali».
Dunque, una sorta di certificazione «sull’attendibilità degli amministratori», osserva Cirillo, «che verrà gestito da noi». Insomma, un’expertise necessaria, visti i numerosi casi di amministratori, che a volte, come ha raccontato la cronaca recente, in Abruzzo si sono impossessati illegalmente di cifre pari a 80 mila euro, ma anche di 150 mila euro.
Somme ragguardevoli, anche perché, in Abruzzo, nei condomini più grandi, al più il giro d’affari non va oltre i 100 mila euro all’anno, rimarca il presidente regionale dell’Anaci, Marco Pierotti, mentre al Nord si raggiunge anche il milione di euro.
«Il punto è che anche i condòmini non dovrebbero scegliere il proprio amministratore condominiale, in base al prezzo più basso, ma in base ai requisiti. In questo senso, prima di sceglierne uno, dovrebbero informarsi. Oltre alle qualità morali, come il certificato penale senza macchie e non essere protestati», spiega Pierotti, «i condòmini dovrebbero controllare la sua formazione e se ha frequentato dei corsi specifici. I nostri iscritti», sottolinea Pierotti, riferendosi agli iscritti dell’Anaci, «tutti questi requisiti li posseggono».
Anzi, evidenzia ancora Pierotti, quelli che hanno avuto dei problemi, sono stati mandati via. «Di casi non ne abbiamo avuti molti, fortunatamente, tra le nostre fila», spiega il presidente regionale dell’Anaci. «Tuttavia, quando si sono presentati, e negli ultimi quattro anni sono stati due i casi», racconta il capo dell'Anaci regionale, «questi amministratori condominiali o li abbiamo fatti dimettere o li abbiamo mandati via. Tuttavia», precisa sempre Pierotti, «in ambedue i casi abbiamo agito prima che le segnalazioni arrivassero dai condòmini».
Sull’argomento truffe, Confabitare, l’associazione proprietari immobiliari, ha poi emanato una sorta di decalogo per difendersi dai raggiri degli amministratori. Tra i punti: verificare che le spese sostenute siano documentate in maniera regolare, che i canoni attivi di locazione dei locali condominiali vengano inseriti tra le entrate e versati con assegni o bonifici, pretendere un conto corrente intestato al condominio, verificare sempre che le spese siano coerenti col rendiconto preventivo, partecipare di persona alle riunioni delle assemblee condominiali e non delegare e controllare che i verbali redatti e le delibere siano conformi a quanto deciso in assemblea. (VdL)
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