Annata nera per l’olio Salasso per i consumatori

13 Ottobre 2014

Le previsioni sulla raccolta trascinano il prezzo del prodotto 2013 a 10-12 euro In Abruzzo può salvarsi chi ha fatto i trattamenti e chi ha anticipato il raccolto

PESCARA. E' uno scenario a tinte fosche con squarci di luce circoscritti a limitate fette di territorio, il quadro dell'annata olivicola appena partita, in anticipo di 15-20 giorni e tanto temuta dagli operatori già prima di iniziare. Pur senza generalizzare - qualche oasi felice esiste e prospera, per fortuna e per merito - i primi dati confermano il 2014 annus horribilis per la produzione dell'olio extravergine di oliva, alimento principe nella dieta mediterranea e oro verde d'Abruzzo. Una regione, l'Abruzzo, in crescente affermazione per i pregiati sentori e le altissime caratterische nutrizionali (ancora tutte da esplorare) delle sue varietà di olivi legati all'identità del territorio, inimitabili altrove.

Ma quest'anno i raccolti delle olive risultano scarsi se non addirittura mancati, sulla costa come nella fascia interna e pedemontana. Resa e qualità inferiori, compromesse dall'estate anomala giunta in ritardo e non abbastanza temperata da favorire la fioritura delle piante, quindi impollinazione e allegagione. E poi le piogge, tanto frequenti da creare ristagni di umidità anche nella zona collinare normalmente fresca e ventilata, naturalmente protetta dagli attacchi della mosca olearia. Laddove cioè la maggior parte dei produttori non è attrezzata per fare trattamenti fitosanitari in quanto non richiesti nelle normali condizioni. «Abbiamo trovato un nemico senza avere le armi per combatterlo» sintetizza Claudio Di Mercurio, l'ingegnere di Penne conosciuto per l'alta qualità dei suoi oli monovarietali, ricerca che ogni anno lo vede premiato anche in campo internazionale. La sua azienda, nell'area vestina, è una delle punte di diamante della rinomata Dop Aprutino Pescarese, la cui certificazione quest'anno sarà problematica. I prezzi intanto sono già schizzati alle stelle. L'olio del 2013 è più che raddoppiato a 10-12 euro al litro, cifra di base per la produzione 2014. Che però non è pari alla qualità dell'anno precedente. Gli esperti tecnici del comparto dicono di non ricordare un'annata tanto drammatica dal 1990 quando la temuta mosca olearia danneggiò massivamente le drupe prima della raccolta. «Ma quest'anno è anche peggio» continua Di Mercurio «perché allora era un'altra epoca, la qualità non aveva raggiunto i livelli attuali. Oggi se non fai alta qualità non puoi starci sul mercato».

Dal canto suo il presidente del Consorzio di tutela dell'Aprutino Pescarese, che rappresenta gli interessi di centinaia di associati, cerca di riequilibrare il quadro. «Aspettiamo ancora qualche giorno per pronunciarci» suggerisce Silvano Ferri. «Chi ha fatto i trattamenti si è potuto salvare grazie alla maturazione più lenta delle olive, avrà la possibilità di recuperare il raccolto e avere una qualità accettabile. Richiedere lo stato di calamità generalizzata serve a nutrire false attese. Sarebbe il caso invece» rilancia Ferri, «di analizzare gli strumenti anche comunitari a disposizione per sostenere l'economia del settore e agire a 360°. Alleggerendo la tassazione e posticipando i rientri bancari per le spese sostenute da produttori e cooperative non coperte dai mancati incassi». Ma c'è anche chi tira un sospiro di sollievo. «Produzione eccellente anche quest'anno» esclama Tommaso Masciantonio, nome radicato nella cultura dell'extravergine abruzzese sull'altopiano pietroso e selvaggio di Caprafico (Casoli), nicchia ideale per l'olivo Intosso e altre pregiate varietà autoctone del territorio. «Sono molto contento e molto stanco, ho iniziato la raccolta domenica 5 ottobre» racconta «e i valori che ho tirato fuori sono incredibili: 0,11 di acidità e 1,7 di perossidi come lo scorso anno. Quassù ce la caviamo bene, siamo privilegiati dalle condizioni climatiche, a valle è più difficoltoso combattere i parassiti delle olive. Qui le piante hanno dato frutti grandi e polposi, naturalmente molto appetiti anche dalla mosca. E non mostrano sofferenza. Occorre intervenire con la raccolta tempestiva, anticipata, lasciare le olive ancora sulla pianta può essere rischioso».

Masciantonio, grande esperto delle tecniche di difesa naturale, insiste con l'importanza dei controlli preventivi: «Tutte le mattine ho monitorato le olive del porticato di casa e sono partito in anticipo con la raccolta più per curiosità che per necessità. L'arma da utilizzare per non trovare sorprese è stare in allerta. Anche in vigna si lavora in maniera preventiva. Lavorare nell'oliveto invece è consuetudine di pochi. Quest'anno» sentenzia senza risparmare la nota polemica «emergeranno le aziende che fanno agricoltura a tempo pieno, male per gli hobbisti, può servire come lezione per i prossimi tempi. Il tragico ora» avverte «è per i consumatori che di fronte all'inevitabile impennata dei prezzi si sentiranno più garantiti acquistando prodotti da scaffale anzichè comprare l'olio locale».

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