Annegano mamma orsa e due cuccioli

16 Novembre 2018

Sono precipitati nella stessa vasca abusiva dove morirono due plantigradi nel 2010. Allarme lanciato da un escursionista

VILLAVALLELONGA. Mamma orsa e due cuccioli muoiono annegati. Sarà l’inchiesta aperta dalla Procura di Avezzano, al momento contro ignoti, ad accertare se vi siano delle responsabilità. Il tutto mentre in Italia divampano le polemiche per la tragica fine degli animali simbolo del Parco d’Abruzzo. Polemiche dovute al fatto che in un precedente datato 2010 avevano perso la vita altri due esemplari di orso sempre nella stessa vasca per l’accumulo dell’acqua da utilizzare per dissetare il bestiame.
TRAPPOLA MORTALE. Quella stessa struttura di nove metri quadri diventata una trappola per i tre animali, annegati in un metro e mezzo d’acqua stagnante. Un’opera realizzata abusivamente negli anni Sessanta a un’altitudine di circa 1.800 metri in località “Le fossette”, tra Balsorano e Villavallelonga, nella zona di protezione esterna del Parco.
LA SCOPERTA. L’allarme è scattato mercoledì sera quando un escursionista di Balsorano ha segnalato la presenza di animali morti nella vasca. Ieri il personale del Parco e i carabinieri forestali della stazione Parco di Gioia dei Marsi hanno raggiunto la zona a piedi e hanno fatto la scoperta. Nell’acqua galleggiavano le carcasse di una femmina di circa 10 anni, non censita e non radiocollarata, e due cuccioli nati nel corso dell’anno, un maschio e una femmina.
LA RICOSTRUZIONE. Le cause dell’accaduto si possono solo ipotizzare. I carabinieri forestali (le indagini sono affidate ai militari di Collelongo) escludono che gli orsi possano avere raggiunto la vasca spinti dalla sete – nei giorni scorsi ha piovuto in abbondanza e in zona ci sono varie pozze – più probabile che i cuccioli stessero giocando sul bordo della struttura e siano scivolati, con la mamma che disperatamente ha tentato di salvarli. Nessuno dei tre è riuscito a risalire. Una fine atroce. Per il recupero delle carcasse è stato necessario l’intervento di un elicottero.
CI SONO RESPONSABILITÀ? Le carcasse sono state trasportate nella sede del Parco a Pescasseroli e saranno sottoposte a esame necroscopico per accertare o escludere che non ci siano altre cause di morte. La vasca dove in otto anni sono morti cinque orsi si trova su una proprietà privata e gli interventi di messa in sicurezza realizzati nel 2012 dai proprietari, con il supporto del Corpo forestale, non erano più adeguati. La recinzione era crollata sotto il peso della neve. Su segnalazione dell’Associazione Salviamo l’orso, il servizio di sorveglianza del Parco aveva provveduto a verificare la situazione e l’Ente, nelle scorse settimane, aveva intimato ai proprietari di realizzare adeguate misure di protezione per garantire l’incolumità di persone e animali, fornendo anche la consulenza tecnica per una soluzione efficace e definitiva.
«AZIONI PIÙ INCISIVE». «Una perdita gravissima per l’esigua popolazione di orsi marsicani», le parole di Antonio Carrara, presidente del Parco nazionale, «che rischia di vanificare i tanti sforzi compiuti quotidianamente per ridurre la mortalità e per avere un numero di femmine riproduttive più alto. L’episodio ripropone la necessità di interventi più incisi per garantire la conservazione dell’orso, soprattutto fuori dal territorio del Parco, dove l’autorità e la funzione dell’Ente sono normativamente meno incisivi ed efficaci».
APPELLO AL MINISTRO. L’Enpa (Ente nazionale protezione animali) pretende «chiarezza sulla vicenda» e, dando mandato al proprio ufficio legale di «assumere ogni opportuna iniziativa», chiede al ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, di intervenire «come prevede la normativa nazionale, esercitando i poteri di tutela e di garanzia su una specie particolarmente protetta».
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