Ape, un anno di sconto alle mamme

Le novità previste nell’emendamento alla manovra presentato alla Camera
ROMA . Sale a un anno per ogni figlio, entro il limite massimo di due anni, lo sconto sui requisiti di accesso all’Ape social concesso alle lavoratrici donne. Lo prevede l’emendamento alla manovra depositato dal governo alla Commissione Bilancio della Camera. La norma attuale prevede una riduzione dei requisiti contributivi di 6 mesi per ogni figlio. La revisione al rialzo è stata decisa in base all’accordo trovato con Cisl e Uil sulle pensioni. Per l’eventuale estensione dell’Ape social agli anni successivi al 2018, invece, l’emendamento prevede l’istituzione di un fondo con dotazione di 17,4 milioni di euro per il 2019, 12,1 milioni per il 2020, 14,4 milioni per il 2021, 6,6 milioni per il 2022, 7,9 milioni per il 2023 e 5 milioni a decorrere dal 2024. «Con la presentazione del maxi emendamento», dice Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, «si completano gli importanti interventi sul sistema previdenziale, frutto del confronto con i sindacati, con l’estensione dell’Ape sociale alle categorie dei braccianti e operai agricoli, ai siderurgici di prima e seconda fusione, ai marittimi, ai pescatori, portando a un anno per ogni figlio lo sconto contributivo previsto per le lavoratrici madri e creando il fondo che dovrà raccogliere le risorse residuate dagli interventi in materia previdenziale. Misure che si aggiungono a quelle già approvate al Senato: lo stop all’aspettativa di vita, le nuove modalità di misurazione degli incrementi della speranza di vita, una commissione che valuti l’impatto dei diversi lavori e la loro gravosità e della commissione per la separazione della spesa previdenziale da quella assistenziale».

