Appello a marce forzate La sentenza entro l’anno

SANITOPOLI/ Il giudice detta il calendario: udienze ogni fine settimana Aula affollata, c’è anche Del Turco. Gli avvocati chiedono spazi più ampi
L’AQUILA. Ottaviano Del Turco, ex presidente della Regione ed ex ministro è stato tra i primi a entrare in aula ieri mattina per la prima udienza del processo in corte d'Appello all'Aquila sulla cosiddetta Sanitopoli abruzzese (un giro di presunte tangenti pagate dall’imprenditore della sanità privata Vincenzo Angelini a politici e funzionari), l’inchiesta della Procura di Pescara che nel 2008 fece cadere l'allora Giunta regionale di centrosinistra. In primo grado il processo si era concluso nel 2013 con nove condanne e 11 assoluzioni. A Del Turco la pena più pesante: 9 anni e sei mesi per i reati di associazione per delinquere, corruzione, concussione, tentata concussione e falso. A presiedere la corte d’Appello è il giudice Luigi Catelli (affiancato da Luigi Cirillo e Armanda Servino), che ha aperto e poi rinviato l'udienza al 30 settembre. Le udienze proseguiranno quindi il 9 e 10 ottobre e poi il venerdì e il sabato di ogni settimana. La sentenza è prevista per fine anno. Tra gli altri imputati presenti in udienza l'ex direttore generale della Asl di Chieti Luigi Conga e l'ex assessore regionale alla Sanità Bernardo Mazzocca. Diversi avvocati difensori, prima dell'avvio del processo, hanno chiesto che le udienze si possano svolgere in una sala più ampia di quella della struttura sede della Corte d'Appello. Oltre a Del Turco sono coinvolti nel procedimento Lamberto Quarta, ex segretario generale dell'ufficio di presidenza della Regione, e l'ex capogruppo regionale del Pd Camillo Cesarone, condannati in primo grado rispettivamente a 6 anni e 6 mesi e a 9 anni. L'appello, inoltre, riguarda anche l'ex patron della clinica Villa Pini di Chieti, Vincenzo Angelini, condannato a 3 anni e sei mesi; l'ex parlamentare di Forza italia Sabatino Aracu (4 anni); l'ex assessore regionale Antonio Boschetti (4 anni). La Corte d'Appello si occuperà anche di Gianluca Zelli, ex amministratore delegato Humangest, e di Angelo Bucciarelli, entrambi assolti in primo grado; di Francesco Di Stanislao, ex direttore dell'agenzia sanitaria regionale, e Pierluigi Cosenza, ex presidente della commissione ispettiva permanente della Regione Abruzzo.
A fare ricorso sono stati sia i pm del primo grado, Giuseppe Bellelli e Giampiero Di Florio, sia i difensori degli imputati.
Nello specifico, per quanto riguarda Del Turco, Quarta e Cesarone, la procura ha fatto appello relativamente alla riqualificazione del reato di concussione in corruzione. (f.i.)
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