Aprono 101 imprese di giovani

11 Novembre 2018

In Abruzzo arrivano 403 nuovi posti con un investimento complessivo di 6,8 milioni di euro

PESCARA. Come fare impresa se si è giovani (meno di 36 annni) e non si hanno troppe risorse? Bisogna avere un’idea, un progetto sostenibile economicamente e che sia in grado di creare occupazione. Sono presupposti imprescindibili per partecipare al bando “Resto al sud” che ha visto in Abruzzo 101 iniziative ottenere il semaforo verde (su 252 esaminate), con un’occupazione prevista di 403 unità e investimenti per 6,8 milioni di euro. Il 30% delle domande proviene dalla provincia di Chieti, seguita da Pescara (29%), Teramo (22%) e L’Aquila (19%). I progetti presentati in Abruzzo rappresentano il 5% di quelli giunti da tutte le otto regioni interessate.
I particolari sono stati illustrati a Roma, nel corso del Festival “Economia Come” promosso da Invitalia (l’agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa), nell’ambito del dibattito “Più stato o più mercato per far crescere il Sud?” a cui hanno partecipato la ministra per il Sud, Barbara Lezzi, e l’amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri.
«Posso preannunciare che nel corso della discussione della Legge di Bilancio», ha annunciato la Ministra Lezzi, «saranno inseriti nuovi strumenti a favore delle imprese e in particolare forme di decontribuzione per quelle che investiranno al Sud, ed è prevista l’estensione della decontribuzione per i nuovi assunti, anche nel programma “Resto al Sud” che verrà esteso anche gli over35».
Arcuri ha sottolineato come “negli ultimi 8 mesi con “Resto al sud” sono arrivate a Invitalia oltre 14.000 proposte di investimento di cui circa 5mila approvate e sono già nate 1.800 imprese». «Stimiamo che con l’estensione prevista dalla Legge di Bilancio», ha aggiunto, «i numeri raddoppieranno. Il Sud negli ultimi tre anni è per una volta cresciuto più del resto del paese, ma non ha recuperato il divario che aveva rispetto al centro nord e la sua crescita purtroppo rischia di fermarsi, come primi dati del 2018 ci lasciano pensare. Come sappiamo il mondo non vive una stagione economica molto felice e la frenata dell'economia potrebbe avere sul Sud un impatto devastante. C’è bisogno di uno Stato che permetta che nel sud ci sia più mercato».
«Inoltre», conclude, «al sud servono tre cose: provare per davvero a recuperare il profondo gap infrastrutturale che separa il Mezzogiorno dal resto dell'Italia e dal resto dell'Europa; continuare a sostenere, come Invitalia fa tutti i giorni, l'offerta produttiva perché ci siano più imprese e più cittadini che intraprendono e sistematicamente integrare l'offerta turistica con lo straordinario patrimonio culturale di cui Sud dispone. Poi servirebbe una quarta cosa: smetterla di perdere tempo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA