Artigianato, futuro difficile

L'AQUILA. Un settore chiave per l'Abruzzo in seria difficoltà e con preoccupanti prospettive composto quasi del tutto da micro imprese in affanno per la crisi e la burocrazia. Questa la situazione...
L'AQUILA. Un settore chiave per l'Abruzzo in seria difficoltà e con preoccupanti prospettive composto quasi del tutto da micro imprese in affanno per la crisi e la burocrazia. Questa la situazione dell'artigianato abruzzese tratteggiata dal Cresa (Centro regionale di studi e ricerche economico-sociali), nel rapporto sul primo semestre 2014 che si affianca a quelli tradizionali sull'industria. Fatturato, ordini e occupazione diminuiscono sia sul breve che sul lungo periodo in base al report che «ha carattere sperimentale per cominciare a capire le dinamiche», come spiega il presidente Cresa, Lorenzo Santilli. «Un settore a modernità incompiuta perché la sua dimensione vede al 98% aziende fino a 9 dipendenti mentre solo il 2% ne ha di più», aggiunge il direttore dell'ente di ricerca, Francesco Prosperococco, «sono ditte individuali, più soggette a cessazioni e infatti la nati-mortalità supera di gran lunga quella degli altri settori». Quanto ai problemi che affliggono il comparto, per Prosperococco sono «la grande fiscalità che salta addosso alle ditte, la burocrazia elefantiaca e l'accesso al credito che crea difficoltà infinite dopo la nuova normativa di Basilea III».

