Artigiani sul piede di guerra «Per noi neanche un euro»

Pronta la replica dell’assessore Febbo, che parla di «abbaglio clamoroso» Per il titolare della delega alle attività produttive sono stati stanziati 3,3 milioni
PESCARA. Otto proposte, e uno stanziamento da dieci milioni da suddividere in due anni, per ridare ossigeno al comparto artigianale. È la richiesta che le associazioni di categoria rivolgono alla Regione, dopo l’approvazione del bilancio. Strumento, a detta di Casartigiani, Claai, Cna e Confartigianato Abruzzo, caratterizzato «dall’assenza di risorse specifiche destinate al settore». Una circostanza, si legge in una nota delle associazioni, rappresentate da Daniele Di Marzio (Confartigianato Abruzzo), Graziano Di Costanzo (Cna Abruzzo), Dario Buccella (Casartigiani Abruzzo) e Federico Del Grosso (Claai Abruzzo), che «mette assieme da undici anni, in un abbraccio tutt’altro che virtuoso, governi e maggioranze di centrodestra e centrosinistra.
MORÌA DI IMPRESE. Eppure, i dati relativi alla crisi che investe l’artigianato e la piccola impresa, «architrave del nostro sistema produttivo con circa 30mila imprese su 126mila attive e 70mila addetti, sono sotto gli occhi di tutti». Un settore, evidenziano le associazioni, «che dal 2011 al 2019, ha perso più di 6mila imprese e 12mila addetti». Alle critiche risponde l’assessore regionale Mauro Febbo, secondo il quale le associazioni «hanno preso un clamoroso abbaglio».
LE RICHIESTE DA UN MILIONE. In una lettera, con la quale le associazioni chiedono un incontro al presidente della Regione, Marco Marsilio e all’assessore Febbo, sono indicate otto misure per rivitalizzare il tessuto delle Pmi artigiane dal momento che «il ricorso a misure di sostegno alternative, come i bandi comunitari, stride con la proverbiale lentezza e inefficacia della Regione, agli ultimi posti in Italia quanto a capacità di spesa».
PASSAGGIO D’IMPRESA. Al primo punto le associazioni chiedono di finanziare la cosiddetta “trasmissione di impresa”, la possibilità di trasferire un’azienda efficiente da un imprenditore che cessa l’attività a giovani che vogliano rilevarla.
START UP E FORMAZIONE. Al secondo posto il finanziamento delle start-up, con l’obiettivo di far rimanere sul mercato le imprese che nascono ma che per carenza di servizi di accompagnamento adeguati, cessano la loro attività nei primi tre anni di vita in misura superiore al 50%.Terza richiesta è quella di proseguire il finanziamento alla formazione, e in particolare l’integrazione tra Fondartigianato e le risorse regionali, in modo da garantire una formazione specifica e di qualità. E ancora: «Rifinanziare l’apprendistato professionalizzante attraverso il meccanismo dei voucher, finanziare la “bottega-scuola”,e i Centri di assistenza tecnica.
DIGITALE E ARTISTICO. Infine, l’attenzione sull’artigianato digitale, «in modo da favorire tutte quelle imprese che, attraverso il processo di digitalizzazione, introducano l’uso delle nuove tecnologie», e l’artigianato artistico, «che con i prodotti tipici dell’agroalimentare rappresenta il vero biglietto da visita del territorio e una leva per lo sviluppo turistico dell’Abruzzo». Per fare tutto questo, dicono Casartigiani, Claai, Cna e Confartigianato, servono almeno 10 milioni di euro in 2 anni.
LE RISORSE CI SONO. Oltre che di «clamoroso abbaglio», Febbo parla di «lamento inverosimile. Oltre a confermare le risorse che sono state assegnate negli anni scorsi», dice, «e a finanziare attività che si rifanno al mondo dell’artigianato, negli incontri già avuti abbiamo già esplicitato la nostra strategia per la tutela del settore».
SCENARI MUTATI. Le associazioni, per Febbo, «avrebbero già dovuto capire che gli scenari economici sono mutati. La Regione non ha dimenticato l’artigianato e tanto meno il commercio abruzzese, ma sta implementando un cambiamento di rotta che porterà i suoi risultati se tutti, anziché creare sterili polemiche, collaborassero nel comune intento. Siamo convinti che sia necessario intercettare tutte le opportunità offerte dall’Ue e a tal fine, nella riorganizzazione del dipartimento dello sviluppo economico, abbiamo inserito la creazione di un ufficio destinato proprio all’artigianato. Abbiamo, peraltro, investito 3.3 milioni di euro nei contratti d’innovazione che genereranno circa 250 milioni di investimenti ».

