«Attività penalizzata e dopo due mesi ci sono solo promesse»

di Ylenia Gifuni PESCARA Quei lavori “urgenti e improcastinabili” chiesti a gran voce dalla preside Alessandra Di Pietro all’inizio dell’anno scolastico non sono mai stati avviati. I laboratori di...
di Ylenia Gifuni
PESCARA
Quei lavori “urgenti e improcastinabili” chiesti a gran voce dalla preside Alessandra Di Pietro all’inizio dell’anno scolastico non sono mai stati avviati. I laboratori di cucina dell’Istituto alberghiero De Cecco di Pescara, un tempo fucina di giovani promesse e fiore all’occhiello della didattica abruzzese, sono chiusi a chiave dall’inizio dell’anno scolastico.
La scuola più grande della Regione, con i suoi 1.800 alunni, gli insegnanti e il personale non docente, è la vittima di un inesorabile e lento declino.
All’Istituto professionale statale servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera di Pescara la didattica è bloccata da oltre un mese e mezzo perché i laboratori di cucina in via Tirino non risultano a norma e nessuno provvede a sistemarli. Il mancato avvio dei lavori di riqualificazione nella sede centrale di Porta Nuova, dopo i crolli nell’inverno scorso, quando nella prima Q era caduto giù dal soffitto un metro quadro di intonaco ferendo tre ragazzi durante la lezione, non è ancora stato riparato. I lavori di messa in sicurezza, promessi in svariate occasioni dal presidente della Provincia Antonio Di Marco, non sono mai partiti e i disagi alle porte del nuovo inverno aumentano.
Come raccontano i rappresentanti d’istituto Ivan Di Palma e Oscar Capricci le aule cadono a pezzi, c’è muffa dappertutto, quando piove l’acqua penetra all’interno e si è costretti a raccoglierla con secchi e stracci. L’annunciato recupero della palestra in via dei Sabini, con 2 milioni e 840 mila euro di fondi provinciali, per trasformarla in uno spazio con laboratori e cucine, è finora rimasto soltanto sulla carta.
Il tutto in attesa dei tempi biblici della politica, chiamata a districare i nodi di una situazione drammatica che si trascina ormai da anni e ad andare oltre la pratica degli annunci eccellenti.
L’ultimo tentativo dell’assessore regionale ai Lavori pubblici Donato Di Matteo di trasferire il De Cecco in un nuovo Biocampus da 6,5 milioni di euro che dovrà essere realizzato a Villareia di Cepagatti incontra il no compatto di preside, docenti e studenti e il gelo degli amministratori locali provinciali e comunali che intendono mantenere la scuola e le sue professionalità in città.
Le vittime dell’impasse dell’istituto sono le migliaia di studenti e insegnanti, scesi in piazza nelle scorse settimane per reclamare il proprio diritto allo studio in una struttura sicura e dignitosa.
La serie di manifestazioni, prima davanti al palazzo della Provincia di Pescara e poi nella sala consiliare del Comune e infine lungo le strade della città, ha il pregio di sensibilizzare la popolazione sulle difficoltà del De Cecco e di sollevare l’attenzione del mondo sindacale.
Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals Confsal e Fgu Gilda Unams alzano le barricate e oggi si dicono disposti a valutare “eventuali azioni legali a tutela della salute fisica e psichica dei lavoratori dell’istituto, obbligati a svolgere la propria attività in condizioni di estremo disagio”. Come finirà? Certo è che un Alberghiero non può restare così a lungo senza i laboratori di cucina così essenziali per i nostri futuri chef.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

