«Aumentare i fondi per la differenziata ai comuni montani»
PESCARA. L’associazione ambientalista Mountain Wilderness ha chiesto alla presidenza della Giunta Regionale «di considerare in sede di definizione del nuovo Piano di Gestione Rifiuti le particolarità...
PESCARA. L’associazione ambientalista Mountain Wilderness ha chiesto alla presidenza della Giunta Regionale «di considerare in sede di definizione del nuovo Piano di Gestione Rifiuti le particolarità delle aree montane e di rimodulare e meglio indirizzare i fondi Par Fsc 2007 – 2013». «Le condizioni naturali, i vincoli ambientali, vincoli strutturali, vincoli d’altitudine, il clima, lo spazio disponibile, la dispersione abitativa, le condizioni e le variazioni demografiche, la gestione dei flussi turistici», sostiene l’associazione, «sono problemi che se non considerati possono rendere difficile, inquinante e costosa per i cittadini e le amministrazioni pubbliche la gestione dei rifiuti». Eppure, insistono Marano Mario Viola responsabile regionale di Mountain Wilderness e Massimo Fraticelli, responsabile aree protette dell’associazione, «la gestione dei rifiuti in aree montane non è mai stata considerata come una peculiarità del territorio regionale», tanto è vero che la percentuale della raccolta differenziata difficilmente raggiunge i limiti di legge. In particolare, dicono gli ambientalisti, «nessun centro del riuso è previsto per le aree montane. Eppure la presenza dei Parchi avrebbe potuto trovare collaborazioni importanti verso questi impianti dedicati proprio alla riduzione della produzione dei rifiuti ed al raggiungimento di importanti obiettivi di tutela ambientale». In particolare Mountain Wilderness segnala la situazione della provincia di Teramo che vede cofinanziare dieci centri di raccolta tutti concentrati lungo la costa e la Val Vibrata. «La mancanza di tali impianti», nelle aree montane, aggiungono gli ambientalisti «possono compromettere qualità e quantità della raccolta differenziata e causare un aumento di costi che per le aree montane sono molto più sensibili (aumento dei trasporti, difficoltà in inverno di raggiungere comuni spesso innevati, ritardi nella raccolta, aumento di indifferenziato) E’ necessario, infatti, attivare nelle aree montane una politica di riduzione del quantitativo dei rifiuti attraverso una efficace opera di prevenzione, stimolare il più possibile azioni di compostaggio domestico e compostaggio di comunità, che consentirebbero di trattare meglio la frazione organica in loco, operando un vantaggio per l’ambiente e anche un risparmio economico notevole per le tasche dei cittadini. Attivare sistemi di raccolta differenziata efficiente, finalizzata al riciclaggio».

