Autismo, il tribunale ordina di curare 4 bimbi
La sentenza di Vasto dà ragione alla Onlus del presidente Verzulli: la Asl di Chieti deve pagare le spese
VASTO. Un intervento riabilitativo di 15 ore settimanali nel rispetto delle Linee Guida nazionali per l'Autismo e con le metodologie Aba-Teacch-Denver, le più efficaci per l'acquisizione di autonomie e competenze. È quello che spetta a 4 bambini con autismo - da gennaio 2017 inserito nei livelli essenziali di assistenza (Lea) - che da tre anni attendono la presa in carico da parte di strutture convenzionate in Abruzzo. Grazie alla lunga battaglia legale di Autismo Abruzzo Onlus, il Tribunale di Vasto ha stabilito che questi bimbi hanno diritto a un programma personalizzato a carico della Asl di Chieti. Tale principio, già affermato nei tribunali di Teramo e Chieti nell'aprile e maggio 2017, rischia però di essere di nuovo messo sotto esame. A lanciare l'allarme è la stessa Onlus. «Proprio in questi giorni il testo delle Linee d'indirizzo è stato rivisto dalle Regioni», spiega il presidente di Autismo Abruzzo Onlus, Dario Verzulli, «e, a seguito di un emendamento proposto dalla Regione Veneto, gli interventi per l'autismo rischiano l'uscita dai Lea. L'erogazione dei servizi sarà nuovamente vincolata alla disponibilità finanziaria delle aziende sanitarie, non costrette, quindi, a garantirli. A nostro supporto c'erano leggi, nuovi Lea, certificati del Centro di riferimento regionale per l'Autismo, prescrizioni dell'Unità di Valutazione Multimediale della Asl, ma le coraggiose famiglie dei quattro bimbi hanno dovuto far ricorso alle vie legali per l'affermazione del diritto alle cure», prosegue Verzulli, «da precisare che l'emendamento proposto e approvato nella conferenza Stato Regioni nella seduta di venerdì non è efficace nei confronti della Legge nazionale 134/15, tantomeno sui nuovi Lea, ma mette a rischio la tutela della salute dei nostri figli vorremmo evitarlo».
L'Associazione, assistita gratuitamente dall’avvocato Giovanni Legnini di Loreto Aprutino, ha finora conseguito in Abruzzo sei ordinanze di «presa in carico» con accoglimento totale da parte dei Tribunali interessati. (l.a.)

