Avanti con le nomine, tocca a Gravina

28 Dicembre 2014

L’ex presidente del Castel di Sangro al Consorzio Val Pescara. E sul contratto di Sisti c’è un accordo

PESCARA. Procedono in silenzio le nomine presso strutture e uffici regionali. Il governatore Luciano D'Alfonso, dopo aver allungato l’incarico di direttore dell’Arta (l’agenzia per l’ambiente) a Mario Amicone, ha nominato Gabriele Gravina – consigliere della Federcalcio ed ex patron del Castel di Sangro dei miracoli che arrivò alla serie B – commissario liquidatore del Consorzio industriale Aterno Pescara (Val Pescara).

Gravina, che attualmente in seno alla Figc ricopre l’incaricio di capo delegazione dell’Under 21, sostituisce Enzo Faieta, dirigente della Regione. Il consorzio industriale Val Pescara ha un suo patrimonio, ma ancora deve pagare diversi espropri risalenti alla realizzazione dell'Asse Attrezzato.

D’Alfonso procede quindi sulla linea che porta rappresentanti esterni alla macchina regionale, e soprattutto estranei alla vicende del passato, a capo di organi pubblici. Gravina ha da parte sua accettato la carica e rinunciato al compenso “istituzionale”.

Intanto si apprende qualcosa di più sulla decisione da parte della Regione di allungare il contratto anche a Nicola Sisti, avvocato di Fossacesia, a difensore civico regionale.

Il motivo principale che ha indotto la Regione a scegliere Sisti, oltre alle sue capacità professionali, è che in questo modo ha risparmiato.

Già, perchè la conferma c’è stata una operazione transattiva che ha messo le parti d’accordo. La questione affondava nel passato, negli anni in cui Sisti aveva fatto ricorso contro la nomina di Grossi a difensore civico. Un bando del 2009, dell’allora amministrazione di centrodestra. Il ricorso percorse tutte le tappe fino al Consiglio di Stato il quale alla fine diede ragione all’avvocato di Fossacesia e quindi torto alla Regione che nel frattempo aveva lasciato Grossi all’ufficio del difensore civico.

Nicola Sisti si riprese quindi l’incarico ma lasciò in sospeso la causa sul riconoscimento dei danni e del pagamento dello stipendio per tutti gli anni in cui non aveva potuto ricoprire il ruolo che gli spettava. Una somma cospicua. Nel luglio 2014 il nuovo ufficio di presidenza del consiglio regionale di Giuseppe Di Pangrazio ricostruisce la storia e contrariamente a quanto non era riuscita a fare la scorsa amministrazione, trova l’accordo con Sisti: altri 14 mesi di contratto ma con la rinuncia del pregresso.