Balneatori, il progetto perde quota
Confindustria: «La Regione non può estendere le concessioni»
PESCARA. «Le Regioni non possono in alcun modo estendere la durata delle concessioni»: a ricordarlo citando una sentenza della Corte costituzionale, è l’Assobalneari Abruzzo Federturisimo di Confidustria .
Una sottolineatura non occasionale ma relativa al progetto da 35 milioni di euro che i balneatori chiedono di poter realizzare – in project financing con Comuni e Regione – lungo le riviere di Francavilla, Pescara e Montesilvano in modo da rientrare nella direttiva Bolkestein ed estendere così la durata delle concessioni demaniali marittime.
L’associazione di Confindustria mette in guardia gli enti pubblici e in particolare le Regioni dall’applicabilità del progetto. «Ricordiamo che la Corte Costituzionale con la sentenza 213/2011 ha dichiarato l'illegittimità delle leggi della Regione Abruzzo, Marche e Veneto che estendevano la durata delle concessioni, legandola agli investimenti, sulla base del principio che "il rilascio delle concessioni demaniali marittime e, quindi, le regole che disciplinano l’accesso ai relativi beni da parte dei potenziali concessionari sono aspetti che rientrano nella materia della tutela della concorrenza attribuita alla competenza esclusiva dello Stato, di cui l’art.1, comma 18, del d.l. n. 194 del 2009 è espressione”», scrive Assobalneari.
«Riteniamo che la chiarezza precluda la possibilità di carpire la buona fede di chi è preoccupato legittimamente per le sorti della propria azienda balneare», conclude l’Associazione stavolta rivolta direttamente ai balneatori.

