Balzello revisione, guida alle norme per i proprietari

L’impianto va fatto controllare periodicamente da un tecnico specializzato Per chi non provvede le sanzioni possono essere pesanti, da 500 a 3mila euro
PESCARA. «Che freddo, accenderò la caldaia. Ma funzionerà? E la revisione, l’ho fatta? Ma devo farla o no?». Puntuale, come l’influenza invernale. Ogni anno, con il freddo, arriva il primo cruccio della stagione: la manutenzione della caldaia. Che tradotto significa dover sborsare da 80 a 100 euro, tra controllo dell’efficienza energetica (quello che una volta veniva chiamato controllo dei fumi) e manutenzione vera e propria ma c’è chi propone abbonamenti biennali e il risparmio c’è). Ma è davvero obbligatorio fare tutti questi controlli ogni anno? Bisogna davvero mettere mano al portafogli per il controllo della caldaia? La risposta è sì, se non cambiano le norme.
QUANDO FARE LA REVISIONE?
Partiamo dal presupposto che la periodicità con cui si deve eseguire la manutenzione delle caldaie, in Italia, varia da regione a regione: molte hanno uniformato i calendari alle disposizioni nazionali, mentre altre hanno legiferato in maniera autonoma. In Abruzzo la revisione va fatta ogni anno. Anche se una legge regionale approvata nel 2015 stabilisce che a decidere sul controllo annuale o biennale sia lo stesso manutentore che esegue le verifiche. Ma la legge rimanda l’attuazione a successivi atti, in particolare a un regolamento che dovrà essere predisposto dalla Giunta e portato nuovamente all’approvazione del Consiglio.
I controlli da fare sono due: la manutenzione vera e propria e il controllo dell’efficienza energetica. Per quanto riguarda quest’ ultima, il controllo per le caldaie tra i 10 e i 100 kilowatt di potenza deve essere fatto ogni 4 anni quando la caldaia ha meno di 8 anni (e se installata all’esterno di un’abitazione o di un locale); mentre deve essere effettuata ogni due anni se l’impianto ha più di 8 anni e se è posizionata all’interno.
Per quanto riguarda la manutenzione in Abruzzo è annuale. Comunque prima di riattivare gli impianti è bene accertarsi che sia tutto a posto, seguendo le indicazioni suggerite dalla casa madre dell’impianto. Quindi è opportuno il controllo di un tenico specializzato, perché possono verificarsi diversi problemi, dalla canna fumaria ostruita alle prese d'aria e di ventilazione sporche, fino alle perdite di gas. E' inoltre opportuno accertarsi che l'impianto abbia tutti i requisiti di idoneità in termini di sicurezza».
I COSTI. Le cifre per la manutenzione non sono certo basse. Si parla di 80/90 euro per la manutenzione. In più, da 9 a 20 euro per il controllo dell’efficienza energetica (che si fa insieme alla manutenzione).
LE SANZIONI. Ma cosa succede se non viene fatta la revisione? Se non viene fatta la revisione alla caldaia si rischia di finire anche nel penale. Questo, ovviamente, se l’impianto presenta dei problemi. In tutti gli altri casi, si rischia una multa da 500 a 3mila euro. Nei territori comunali vengono eseguite delle attività ispettive per controllare il rispetto dell’obbligo di revisione. L’ispezione non è automatica ma avviene attraverso la verifica del mancato pagamento del bollino blu o l’invio del rapporto di controllo e qualità dei fumi ai database istituiti allo scopo. In caso di mancata revisione scatta la multa a carico del proprietario o dell’affittuario o del semplice conduttore (la manutenzione ordinaria della caldaia è a carico di chi effettivamente usa l’impianto).
IL RISPARMIO. Una buona manutenzione dovrebbe migliorare la sicurezza e anche ridurre i consumi. Su questo aspetto però conta di più il modo di utilizzare l’impianto e la qualità dello stesso impianto. Un suggerimento può essere quello di evitare accensioni e spegnimenti rapidi, preferendo un consumo costante a una temperatura non elevata, rispettando comunque le fasce orarie previste dalle normative. In caso di impianti molto vecchi, inoltre, piuttosto che spendere soldi per la continua manutenzione può essere conveniente valutare l'acquisto di un caldaia di ultima generazione, che consentirebbe di risparmiare in modo significativo sui consumi garantendosi anche il bonus fiscale previsto dallo Stato.
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