«Banche, abbiamo evitato il peggio E per i responsabili...»

29 Novembre 2015

Salvataggio Carichieti. Nicastro, presidente delle “good bank”: siamo vicini agli obbligazionisti, cerchiamo soluzioni legittime

PESCARA. «Non c'era una soluzione migliore» di quella trovata per il salvataggio di Carichieti e delle altre tre banche commissariate: Banca Marche, Banca Etruria e CariFerrara. Ne è convinto Roberto Nicastro, presidente delle quattro “good bank” risultanti dall'operazione che all’ansa sottolinea l'importanza dell'operazione che ha coinvolto Tesoro, Bankitalia ed Unione Europea.

Nicastro è convinto che la soluzione permette di garantire risparmi e imprese: «Sono stati protetti un milione di depositanti, tutti gli obbligazionisti senior e 200.000 Pmi in 4 territori fra i più vitali per la ripresa dell'economia italiana». E nei quattro territori c’è anche l’Abruzzo, colpito da Carichieti e dalle filiali all’Aquila e Pizzoli di Banca Etruria.

In gran prevalenza il costo dell'operazione è stato sostenuto dalle altre banche del paese. «Ma soprattutto», aggiunge Nicastro, «è stato evitato uno scenario ancora peggiore, perché l'apertura delle banche il lunedì mattina (domani) successivo all'approvazione del decreto nel consiglio dei ministri di domenica scorsa non era scontata, così come «non era scontato pagare gli stipendi il 27».

«Adesso è stata messa in piedi una task force e un piano di azione. Domani ci sarà il kick-off dell'attività operativa con una riunione della taskforce di circa 70 persone delle 4 banche. Un'attività che passa attraverso «10 cantieri di lavoro, dalla garanzia dell'operatività, alla governance, dalla chiusura dei bilanci, al pagamento degli stipendi, alla creazione della bad bank».

Il manager: «Gli obiettivi che ci sono stati affidati sono due: rimettere a pieno regime il motore delle banche in rapporto ai 4 territori, un rapporto che era stato messo in crisi dalle crisi aziendali e procedere alla cessione in tempi rapidi delle good bank, come condizione imprescindibile posta dalla Ue per la” luce verde”».

Su questo fronte «vogliamo accelerare per arrivare il prima possibile all'identificazione dell'advisor», ma ora «è ancora troppo presto» per fissare i tempi di chiusura del processo, perché «vanno censite prima una serie di attività». Di sicuro, «abbiamo asset che adesso si presentano senza sofferenze. Andremo a vedere l'interesse del mercato».

Resta però aperto il fronte degli obbligazionisti subordinati che hanno visto andare in fumo il loro investimento a seguito del dl di salvataggio: «Si tratta di circa 10.000 clienti, di cui comprendiamo il loro stato d'animo, sono clienti importanti delle Nuove Banche. Ci muoviamo tra tonnellate di vincoli anche UE, ma faremo quanto possibile per essere loro vicini». E' un tema, spiega, su cui «c'è molto lavoro da fare e diverse azioni di responsabilità sono state già avviate e ben incardinate dalle amministrazioni straordinarie. Una volta avviato il processo di cessione, esso sarà un tema oggetto di attenzione», perché, sottolinea, «Eè necessario che per dissesti di questo tipo le responsabilità vadano accertate con energia e accuratezza». «Non posso certo sostituirmi o aggiungermi ai commissari ed a Bankitalia che hanno ben operato» in questi anni, ma «non appena le banche avranno recuperato la loro solidità, guardare alle azioni di responsabilità è un tema che sarà alla nostra attenzione». Nicastro infine ringrazia tutti coloro che hanno subito fornito «una risposta che è davvero confortante per noi e per la clientela».