Banche, paletti rigidi per i rimborsi ai risparmiatori

Il presidente Nicastro: «C’è il divieto della Ue» I quattro istituti saranno venduti entro l’estate 2016
L’AQUILA. I paletti della Ue per eventuali rimborsi ai risparmiatori che hanno sottoscritto le obbligazioni subordinate delle 4 banche Cariferrara, Carichieti, Banca Marche e Banca Etruria «sono precisissimi e rigidissimi». Lo ha ricordato il presidente dei 4 nuovi istituti Roberto Nicastro in un’intervista a SkyTg24 secondo cui c'è un problema di divieto di ristorno nelle norme Ue che si accompagna a «un diktat europeo con una durezza senza precedenti» rispetto agli altri casi accaduti nel Vecchio Continente in questi anni.
Sulla correttezza della vendita di questi bond in passato Nicastro ha risposto di «non essere in grado di dire se c'è stata una informazione corretta» rilevando come prima del 2007 e il varo della Mifid era «diffusa la convinzione che le subordinate avessero un rischio basso».
Il presidente delle 4 banche salvate si è detto anche «non preoccupato» per una possibile fuga dei depositi come minacciato da alcune associazioni dei consumatori «perché penso e debba prevalere il buon senso». Le «nuove banche sono solide e liquide», ha aggiunto, «e sono sicurissime e i soldi e i depositi che le banche hanno vengono usati per i mutui a famiglie e prestiti alle pmi. Sono un pezzo fondamentale di questi territori, per queste banche la ricchezza è lo sviluppo del territorio ma anche per i territori la salute delle banche è fondamentale».
Il presidente di Carichieti punta a chiudere la cessione dell’istituto abruzzese e delle altre tre banche salvate a «istituzioni italiane o estere» entro la «prima metà del 2016». «Dobbiamo utilizzare un processo più trasparente possibile» ha aggiunto Nicastro sottolineando che «abbiamo già interessi significativi da parte di banche italiane e straniere».
Secondo le associazioni dei consumatori Adusbef e Federconsumatori dal 1 gennaio sono a rischio almeno 60 miliardi di bond subordinati nei portafogli titoli delle banche. Le due associazioni invitano correntisti e risparmiatori ad «attente verifiche» sui prodotti sottoscritti.
Per Adusbef e Federconsumatori non si può imporre ai cittadini «l'obbligo di un costoso conto in banca, senza che possano partecipare alle gestione del credito e del risparmio, addossando loro crac e dissesti bancari per ripianare le perdite, come ha fatto il governo azzerando il sudato risparmio ad azionisti ed obbligazionisti di Carichieti, CariFerrara, Banca Marche, Banca Popolare Etruria», affermano Elio Lannutti, presidente di Adusbef e Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori, sollecitando il governo a fare «marcia indietro» sul provvedimento.
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