Bandi agricoltura in ritardo, manca la parte informatica

L’assessore Pepe: «La Regione è pronta, stiamo aspettando che l’Agea, l’ente pagatore, finisca il suo lavoro»
PESCARA. Erano attesi per gennaio, ma i primi bandi regionali relativi al Piano di sviluppo rurale non arriveranno prima della metà di febbraio. Lo conferma l’assessore regionale all’Agricoltura Dino Pepe, dopo la lettera di sollecitazione del presidente della Cia Abruzzo Mauro Di Zio rilanciata dai consiglieri regionali d’opposizione di Forza Italia Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri.
«I bandi sono pronti per quanto è di spettanza della Regione» spiega l’assessore Pepe, «per il resto noi dipendiamo da Agea che è l’ente erogatore nazionale. Agea sta predisponendo gli ultimi dettagli della piattaforma informatica, non appena la piattaforma sarà pronta pubblicheremo i bandi». Pepe aggiunge di aver convocato l’amministratore di Agea e che l’incontro si svolgerà nei prossimi giorni «per definire la piattaforma». «Il mio capo dipartimento», aggiunge, «è a Bruxelles alla direzione agricola per gli ultimi dettagli». L’Abruzzo è una delle 14 regioni italiane che si servono di Agea come ente pagatore («una decisione antica, ereditata», dice Pepe), altre sei hanno un organismo interno regionale. «Sono difficoltà che condividiamo con tutte le regioni che hanno Agea», aggiunge l’assessore, «e tutte le regioni stanno stimolando l’agenzia perché termini l’iter.Certo, per le altre che hanno organismi interni il lavoro è più agevole, anche se i primi bandi di regioni più attrezzate come la Lombardia sono stati emanati appena un mese fa».
I primi tre bandi saranno riferiti ai giovani, alla competitività e alla promozione.
«Per la prima volta i bandi saranno cofinanziati dalla Regione», aggiunge l’assessore all’Agricoltura, «e per fortuna nel bilancio di previsione 2015 abbiamo accantonato 9,5 milioni per il cofinanziamento della prima annualità del Psr e quindi potremo pubblicare i bandi subito, e questa è stata una scelta lungimirante».
Secondo l’opposizione all’origine dei ritardi ci sarebbe anche «la ristrutturazione in corso e i continui trasferimenti della Direzione Politiche agricole» che, dicono Febbo e Sospiri, «stanno causando enormi rallentamenti sulla nuova programmazione». Una « situazione di stallo», secondo le opposizioni, «figlia di una gestione poco attenta alle esigenze del comparto primario dove oggi regna ancora molta confusione, sia tra il personale della sede centrale, sia tra i tecnici delle sedi periferiche».
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