Basta con le proroghe Il governo riordina le concessioni balneari

30 Gennaio 2017

La norma riguarda le spiagge marine, dei laghi e dei fiumi Il ministro Costa: «È frutto di studio dopo anni di rinvii»

PESCARA. Balneari, pronta la legge. Il governo con la delega approvata venerdì dal Consiglio dei Ministri, fa il primo passo per il riordino delle concessioni degli stabilimenti e dare uno stop definitivo alle proroghe. Anche perché l’estate scorsa dalla Corte di giustizia europea è arrivato l’ultimatum all’Italia giudicando illegittima la proroga «automatica e generalizzata» fino al 2020. La legge delega che per ora contiene solo i principi cardine della futura normativa, era molto attesa dalle circa 30mila imprese del settore che negli ultimi anni aprivano la stagione con le prospettive di un futuro incerto. «È il frutto di studio, confronto e dialogo per mettere ordine a una normativa su un settore che ha risentito di anni di rinvii e incertezze», ha commentato il ministro agli Affari regionali Enrico Costa, disponibile al contributo che arriverà dal Parlamento. Le concessioni interessate sono le spiagge non solo marine, ma anche dei laghi e dei fiumi, a uso turistico ricreativo, ricadenti nelle aree di demanio. Le nuove regole prevedono di assegnare l’affidamento degli stabilimenti secondo «principi di concorrenza, qualità paesaggistica e sostenibilità ambientali». Concorrenza imposta da Bruxelles che in Italia rischiava di mandare all’asta tutte le concessioni affidandole alle migliori offerte. Nei dettagli che i ministeri interessati dovranno scrivere entro sei mesi (data di scadenza della delega), per i futuri affidamenti si dovrà tenere conto anche della valorizzazione delle attività d’impresa, degli investimenti fatti, del valore commerciale e delle professionalità degli addetti. Una sorta di garanzia agli attuali operatori che però si dovranno attrezzare per agire in un regime di piena concorrenza. Entro le linee guida della delega ci dovranno essere i limiti minimi e massimi di durata e il numero delle concessioni che ogni titolare non potrà superare. Il periodo transitorio e i canoni sono tra gli aspetti più controversi della normativa che sarà modificata e, per questo, oggetto di trattativa con Regioni e operatori fin dai prossimi mesi. I sindacati di categoria che li rappresentano (Sib Confcommercio e Fiba Confesercenti) finora hanno commentato positivamente l’iniziativa del governo che prevede la salvaguardia delle concessioni in vigore «fino all’effettiva approvazione dei decreti legislativi», ma è la rideterminazione dei canoni che sarà il banco di prova della legge. Per calcolare le nuove tabelle si dovrà tenere conto della tipologia delle strutture ma soprattutto della «valenza turistica» in differenti categorie, con quelle più elevate che pagheranno i canoni più pesanti. «Riordino senza traumi», è l’obiettivo del ministro Costa che ha dialogato in tutti questi mesi con le imprese del settore, ma «ora sarà importante il negoziato con Bruxelles» per evitare nuovi attriti con il diritto comunitario. Al capitolo “canoni” invece mostra un interesse particolare, il ministero dell’Economia. In via XX Settembre si attendono un incremento delle entrate non solo dagli “affitti delle spiagge” ma anche dal gettito fiscale degli stabilimenti balneari che, secondo l’Agenzia delle Entrate, occultano fino al 50 per cento dei ricavi.

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