Bernardini vede i capigruppo M5s: per noi è ineleggibile

16 Marzo 2016

L'AQUILA. «L'ho detto a tutti i capigruppo intervenuti e che ringrazio: non mi limiterò alla relazione annuale, ma li terrò molto informati, perché il carcere fa parte della città, della Regione e i...

L'AQUILA. «L'ho detto a tutti i capigruppo intervenuti e che ringrazio: non mi limiterò alla relazione annuale, ma li terrò molto informati, perché il carcere fa parte della città, della Regione e i consiglieri devono sapere cosa accade nelle carceri; i loro interventi sono fondamentali». Così Rita Bernardini, candidata radicale alla nomina di Garante dei detenuti abruzzesi a margine della sua audizione dinanzi la conferenza dei capigruppo del Consiglio Regionale. «Le carceri in Abruzzo sono come in tutta Italia: ci sono direttori bravi e personale preparato, ma si tratta comunque di istituzioni criminogene e chi fa il suo percorso in carcere non esce migliore». «Quindi» ha proseguito «c'è molto da lavorare, anche con gli Uffici di Esecuzione Penale Esterna e con gli Uffici di Sorveglianza, per il reinserimento sociale di queste persone; ma deve collaborare tutta la collettività, dalle istituzioni ai cittadini volontari, perché molta strada deve essere fatta». La conferenza dei capigruppo ha stabilito di convocare per martedì 22 una nuova audizione di altri candidati (Salvatore Braghini, Gianmarco Cifaldi, Rosita Del Coco e Fiammetta Trisi) e di procedere al voto in Aula sempre il 22 che prevede la maggioranza qualificata dei votanti. «L'augurio che faccio all'Abruzzo è che con l'audizione di oggi in conferenza dei capigruppo di Rita Bernardini si superi lo stallo in cui si trova la elezione a Garante dei detenuti da parte del Consiglio Regionale» ha detto il vice presidente del Consiglio Lucrezio Paolini. «Abbiamo ascoltato in audizione Rita Bernardini, ma un processo democratico di scelta richiede che vengano sentiti anche gli altri candidati» commentano Gianluca Ranieri e il capogruppo Pietro Smargiassi del M5s. «Per quanto riguarda la Bernardini, la nostra posizione resta la stessa. Anche se le battaglie portate avanti dal segretario dei radicali sono condivisibili, Rita Bernardini resta ineleggibile. Le sentenze, anche se relative ad atti di disobbedienza civile, sono un fattore determinante da cui non si può prescindere».