Biblioteche dalle Province alla Regione

15 Ottobre 2016

Evitata la chiusura delle quattro strutture pubbliche abruzzesi. Viola (Aib): importante passo avanti

PESCARA. C’è da registrare un primo passo avanti per creare un Sistema bibliotecario regionale efficace, capace soprattutto di venire incontro alle esigenze dei nuovi utenti. Il recente passaggio delle biblioteche provinciali e del loro personale alle competenze regionali (un effetto della riforma che ha trasformato le Province, riducendone le competenze) è stato accolto con grande soddisfazione da parte dell’Aib (Associazione italiana biblioteche), che tuttavia si auspica di poter ben presto vedere le istituzioni abruzzesi impegnate nella realizzazione di un sistema di pubblica lettura moderno ed efficiente. «E’ importantissimo che le biblioteche ex provinciali Delfico di Teramo, D’Annunzio di Pescara, Tommasi dell’Aquila e De Meis di Chieti siano passate sotto competenza della Regione, perché in questo modo si è evitato il rischio chiusura, ovvero una grave emergenza culturale per le migliaia di persone che ogni anno si rivolgono hanno nelle biblioteche un punto di riferimento culturale importante», sostiene Tito Vezio Viola, presidente dell’Aib Abruzzo

«Ma», aggiunge Tito Vezio Viola, «quello che ci auguriamo è che ora si guardi avanti per rendere moderno l’intero sistema bibliotecario, mettendo in rete le biblioteche regionali e comunali con quelle degli enti che svolgano una funzione pubblica, e superando l’inadeguatezza dell’attuale legge regionale numero 77 del 1988 che non è più dotata di risorse economiche». Ogni anno sono oltre 250mila le persone che si rivolgono alle biblioteche pubbliche abruzzesi fra studenti, ricercatori e gente comune.

Ogni anno sono oltre 250mila le persone che si rivolgono alle biblioteche pubbliche abruzzesi fra studenti, ricercatori e gente comune.

«In questa crescita», spiega Enrica Manenti, presidente dell’Aib nazionale, «le istituzioni devono puntare anche sulla professionalità dei bibliotecari che ogni giorno sono a contatto diretto con l’utenza. Perché risorse umane capaci di svolgere il proprio ruolo significa una razionalizzazione dei costi».

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