«Bidet con il Dom Perignon»: ecco tutte le intercettazioni che inguaiano la vannacciana d’Abruzzo

Sabrina Bocchino tra i personaggi del momento dopo l’arrivo in Futuro nazionale.
Ma a dicembre torna in aula il caso della corruzione con champagne e regali
PESCARA
Il suo ingresso in Futuro nazionale è stato annunciato, con tanto di conferenza stampa, dal generale Roberto Vannacci in persona. Dopo l’addio alla Lega, l’ex consigliera regionale Sabrina Bocchino è tornata sotto i riflettori della politica abruzzese. Due giorni fa, a favore di telecamere e microfoni, ha esultato per l’adesione a un movimento che – parole sue – «mette al centro il merito e l’ascolto delle persone. Una cosa è certa: i valori in cui credo e il mio modo di fare politica», ha promesso a Vasto l’ex vice segretaria regionale del Carroccio, «resteranno sempre gli stessi». Ma, inevitabilmente, a incidere sul percorso della Bocchino sarà l’esito del processo, in corso davanti al tribunale di Pescara, in cui è accusata di corruzione – insieme ad altri sette imputati – nell’ambito di uno dei quattro filoni d’inchiesta sulle attività e sugli appalti dell’imprenditore della sanità Vincenzo Marinelli (morto nel 2024). Il dibattimento è già entrato nel vivo: la prossima udienza è in programma il 15 dicembre.
L’INCHIESTA
Un peso decisivo potrebbero averlo le intercettazioni telefoniche e ambientali. Secondo l’accusa, per perorare gli interessi dell’imprenditore, la Bocchino avrebbe ricevuto in cambio un finanziamento di 5.000 euro per la campagna elettorale, l’assunzione di suoi sostenitori in alcune aziende di Marinelli, borse di pregio, gioielli e «plurime bottiglie di champagne» di marche pregiate, come Laurent Perrier, Cristal e Moet. Particolarmente significativa – secondo guardia di finanza e polizia – è una conversazione dell’11 gennaio 2021 tra l’allora consigliera regionale e il compagno, «a definitivo riscontro delle sistematiche utilità ricevute», scrivono gli investigatori.
LE INTERCETTAZIONI
«Hai rimediato pure stasera?», domanda lui. Lei risponde chiedendo al compagno se si sia reso conto del valore di quelle bottiglie. Per chi indaga è evidente che, poco prima, la donna gli abbia inviato una fotografia. «Ho visto, ho visto», dice infatti l’uomo. «Mamma mia… Subito tu, da venale, sei andata a vedere quanto costa». In questo contesto – ricostruiscono sempre gli investigatori – la consigliera «riferisce, in buona sostanza, che hanno ricevuto dello champagne sia lei che anche “l’altro”, facendo attenzione a non proferire il nome di Vincenzo Ciamponi», allora direttore generale della Asl di Pescara (adesso ex). Il compagno prosegue: «Tu glielo hai detto, sì, che ti ci fai il bidet con quello… con il Dom Perignon (un’altra marca di champagne, ndr), sì?». E giù grosse risate. A quel punto, si legge ancora nell’informativa, «la Bocchino indica anche il costo, a bottiglia, evidentemente riferitole da Ciamponi quale intenditore: 500 euro l’una». Il compagno ci tiene a precisare: «Il ’98 è una buona annata, anche se il mio preferito è il ’93».
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