Bilancio d’Abruzzo, Marsilio esulta: «La sanità ora è in grande crescita»

Il ministero della Salute promuove gli ospedali sui Livelli essenziali di assistenza, il presidente e l’assessore Verì: «C’è ancora tanto da fare, ma i numeri ci danno ragione»
L’AQUILA. Il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio di Fratelli d’Italia è certo: la sanità abruzzese sta attraversando «una grande crescita complessiva» anche se «c’è ancora tanto da fare». Marsilio accoglie come «un’ottima notizia» i dati sui Livelli essenziali di assistenza (Lea) diffusi dal ministero della Salute: «La Regione Abruzzo, per l’anno 2024, è pienamente adempiente sui Lea, i livelli essenziali di assistenza sanitaria», annunciano, a una sola voce, il presidente e l’assessore alla Salute Nicoletta Verì.
L’ANALISI MINISTERIALE
«L’Abruzzo», spiega l’assessore, «è adempiente sia nell’area ospedaliera (con il punteggio di 75), che in quelle riguardanti l’assistenza distrettuale (73) e la prevenzione (80). Entrando nel dettaglio, nell’area ospedaliera si registrano punteggi molto alti, ad esempio, sull’indicatore relativo agli interventi per tumore maligno alla mammella eseguiti in reparti con volume di attività superiore ai 150 annui e sulle colecistectomie laparoscopiche con degenze inferiori a tre giorni». I dati sono stati anticipati dal dipartimento Sanità dal ministero della Salute e verranno pubblicati nelle prossime settimane.
DUE NUOVI OSPEDALI
«I numeri», assicura Marsilio, «ci danno ragione del percorso intrapreso e ci incoraggiano ad andare avanti, smentendo tutte le critiche che sono state sollevate in questi mesi». E il presidente e l’assessore vanno avanti anche sui nuovi ospedali appuntandosi due spille sul petto: «Entra nella fase decisiva la costruzione del nuovo ospedale di Vasto la gara per l’appalto integrato è stata pubblicata ieri sulla Gazzetta ufficiale della Comunità europea, dopo che alla vigilia di Natale era stata pubblicata l’analoga procedura per i lavori del nuovo ospedale di Avezzano. Due nuove strutture pronte a rivoluzionare l’offerta sanitaria territoriale».
PIANO OPERATIVO
Se il 2026 si apre sotto il segno di una promozione della sanità regionale, bisognerà aspettare il 31 gennaio per capire cosa accadrà in seguito: quel giorno, secondo l’emendamento “Salva Abruzzo”, scadrà il «termine perentorio» fissato dal governo Meloni per scrivere la «prosecuzione del piano di rientro per il triennio 2026-2028» finalizzato al pareggio di bilancio sanitario. La sanità abruzzese sconta un disavanzo da 92 milioni per il 2024 e un altro centinaio di milioni per il 2025. Da Roma non arriveranno direttamente soldi per ripianare il buco, ma sarà permesso alla Regione di liberare alcune delle risorse attualmente destinate agli accantonamenti per il disavanzo sanitario a patto che siano rispettate le «prescrizioni vincolanti» presentate da due ministeri, Economia e Salute. Poi, «entro il 15 febbraio 2026», i tavoli tecnici e i ministeri valuteranno il piano dell’Abruzzo «anche con prescrizioni vincolanti per la regione, da recepirsi entro i successivi 10 giorni».
BUCO MOBILITA’ PASSIVA
Un capitolo del programma operativo sanitario sarà dedicato al drenaggio della mobilità passiva, cioè al costo rappresentato dagli abruzzesi che vanno a curarsi fuori regione: l’indice di fuga dell’Abruzzo che misura questo costo è il quarto in Italia e vale 127 milioni. Nell’ultima seduta del 2025, la giunta Marsilio ha approvato gli schemi di accordo bilaterale tra la Regione Abruzzo e la Lombardia, l’Umbria, il Molise e il Lazio. Gli accordi valgono tre anni e sono obbligatori e necessari «per garantire l’appropriatezza nell’erogazione dei servizi oltre che per accedere al finanziamento integrativo del Servizio sanitario nazionale», fondi di cui l’Abruzzo ha bisogno come il pane.
ASSISTENZA IN ABRUZZO
Tornando ai Lea, dice l’assessore Verì: «Sulla distrettuale valori alti si riscontrano sul tasso di ospedalizzazione in età adulta e pediatrica per diabete, scompenso cardiaco, asma e gastroenterite, a dimostrazione dell’efficienza del sistema dell’assistenza territoriale. Nell’area della prevenzione, infine, si rilevano progressi sulla copertura vaccinale nei bambini fino a 24 mesi, mentre c’è piena adempienza sull’indicatore riferito ai controlli sulla contaminazione degli alimenti. Come ho già detto in altre occasioni», commenta l’assessore, «questi risultati sono la dimostrazione più evidente del lavoro di riorganizzazione della nostra sanità che il governo regionale sta portando avanti fin dal suo insediamento, insieme a tutto il personale delle Asl e del dipartimento. Un lavoro lungo, articolato e complesso, rallentato purtroppo per quasi tre anni dalla pandemia Covid, ma del quale iniziamo a cogliere i primi risultati e che ci ha visto investire in nuove assunzioni, acquisto di apparecchiature all’avanguardia di ultima generazione e rivisitazione totale di tutto il sistema. E c’è un elemento in più che ci riempie di orgoglio: gli attuali indicatori Lea sono frutto di elaborazione da parte del ministero di dati oggettivi estratti dalle piattaforme telematiche, mentre in passato va ricordato che scaturivano da semplici autodichiarazioni».

