Caro pedaggio tra i cantieri A14: beffa d’inizio anno per l’Abruzzo

4 Gennaio 2026

La Cna: «Aumenti dell’1,5% applicati in modo burocratico, non si valuta l’impatto sui lavoratori»

PESCARA. Lo slalom tra i cantieri va avanti da quasi sei anni, sollevando ciclicamente le ire di quanti si trovano a percorrere quel tratto di A14 a ostacoli che attraversa l’Abruzzo. Lo scorso ottobre, nel bel mezzo di un nuovo caso politico, si era arrivati a chiedere di tagliare il pedaggio. Con in prima linea gli autotrasportatori che lamentano perdite di 450 euro al giorno a causa dei ritardi da Pescara a San Benedetto del Tronto. Lettura fornita da Cna Fita Abruzzo a settembre. Due mesi dopo la stessa Cna aveva mostrato i risultati di un sondaggio: il 95% degli interpellati evidenziava «cantieri sistemici, non temporanei». Con «una tassa del tempo perso da abbinare al pedaggio», quindi. Il 78% denunciava di «accumulare ritardi». E giù appelli. A cominciare da quelli rivolti al ministro Matteo Salvini. La risposta? È arrivata il primo dell’anno. In tutt’altra direzione. L’Autorità di regolazione dei trasporti ha imposto un incremento del pedaggio di un punto e mezzo percentuale al gestore Autostrade per l’Italia. Non un salasso, vero, ma una beffa sì: a detta dei molti che il viaggio a ostacoli sull’A14 lo affrontano quotidianamente. Chiedere a Bernardo Sofia, presidente regionale della Cna Abruzzo e vicepresidente nazionale. «Dopo il danno provocato da lavori interminabili, adesso a imprese e cittadini tocca subire anche la beffa dei rincari», commenta Sofia, «il provvedimento è stato applicato in modo burocratico, non tenendo in alcun conto l’impatto che ciò produce sugli utenti che utilizzano il sistema autostradale non occasionalmente, ma per svolgere la propria attività lavorativa. Utenti che, soprattutto lungo la tratta tra Abruzzo e Marche della A14, si trovano a sopportare da anni disagi, rischi per la sicurezza e ritardi in ragione del protrarsi di lavori di manutenzione straordinaria di cui non si intravvede il termine. E mentre i rincari hanno un impatto certo e quotidiano sui conti delle aziende di trasporto di merci e persone, i ristori legati ai ritardi provocati sui tempi di percorrenza dai cantieri hanno invece modalità di applicazione complesse e farraginose. Con il rischio concreto, nella sostanza, di vanificare il tutto. Oltretutto, non vorrei si dimenticasse anche il fatto che le imprese dell’autotrasporto si trovano a fare i conti anche con l’aumento delle accise sul gasolio decise dal governo, completando un quadro di crescita dei costi da sostenere».

Il senatore dem Michele Fina parla di «durissimo colpo per l’Abruzzo, in particolare per le categorie dei trasportatori e per tutti gli utenti delle autostrade». Sottolineando che l’incremento arriva «in un contesto già fortemente compromesso da anni di lavori in corso, cantieri infiniti e disagi continui che hanno più volte provocato proteste, lunghe file, gravi rallentamenti e una pesantissima penalizzazione della mobilità regionale. Da tempo, sindaci e associazioni di categoria chiedono a gran voce una revisione dei pedaggi autostradali, soprattutto lungo le direttrici strategiche come l’A14 adriatica», prosegue il tesoriere nazionale del Pd, «una richiesta legittima e fondata, che nasce dalla condizione oggettiva di un territorio che paga costi altissimi in termini economici, sociali e di competitività. Sono stato primo firmatario di un’interrogazione parlamentare», ricorda Fina, «rivolta al ministro delle Infrastrutture, in particolare sollecitata dal sindaco di Pineto, per comprendere quali azioni il Ministero intenda mettere in campo per affrontare e risolvere la problematica, con particolare riferimento all’A14 adriatica e ai disagi strutturali che la caratterizzano. Va inoltre ricordato che, in occasione della recente manovra finanziaria, avevo presentato a mia prima firma un emendamento per la sospensione dei pedaggi autostradali nei tratti interessati da lavori particolarmente impattanti sulla mobilità. L’obiettivo era semplice e di buon senso: garantire almeno una moratoria o una sospensione del pagamento dei pedaggi fino alla risoluzione definitiva dei disagi, soprattutto per coloro che sulle autostrade ci lavorano ogni giorno e subiscono ritardi, costi aggiuntivi e perdita di competitività. Purtroppo, questo emendamento, così come tutti gli altri del pacchetto dedicato all’Abruzzo in manovra finanziaria, è stato bocciato dalla maggioranza. Ancora una volta, nessuna risposta concreta è stata data alle categorie produttive e agli utenti della strada. Non ci fermeremo. Ripresenteremo questa proposta nei prossimi provvedimenti normativi in discussione in Parlamento».

La voce dei sindaci la fa sentire Alberto Dell’Orletta da Pineto: «L’aumento dei pedaggi rappresenta un aggravio ingiustificato per cittadini e imprese abruzzesi. Si chiede di pagare di più per un’infrastruttura segnata da cantieri prolungati, rallentamenti continui e tempi di percorrenza ormai insostenibili, senza certezze sulla conclusione degli interventi. Risulta particolarmente preoccupante il silenzio del Governo nazionale e della Regione Abruzzo, che non hanno dato ascolto al grido d’allarme proveniente dai territori, culminato nella richiesta di una temporanea gratuità dei pedaggi nei tratti maggiormente compromessi. Governare significa assumersi responsabilità e fornire risposte, non ignorare i problemi. L’Abruzzo chiede rispetto, equità e soluzioni concrete».

Duro anche il commento di Giulio Sottanelli, deputato di Azione: «Nelle condizioni in cui versa l’A14, che ogni giorno noi abruzzesi siamo costretti a percorrere, il ministero delle Infrastrutture avrebbe dovuto farsi carico dei costi del pedaggio, comprese le variazioni tariffarie, evitando che il peso ricadesse ancora una volta su cittadini e imprese per un servizio ben lontano dagli standard minimi di efficienza e sicurezza. Il ministro Salvini dovrà chiarire in aula tempi, modalità e motivi dei ritardi dei lavori che ancora oggi mettono a rischio la sicurezza degli abruzzesi e penalizzano l’economia regionale. Continuerò a chiedere un’accelerazione degli interventi e una data certa per la conclusione dei lavori sull’A14».

«A novembre, insieme ai colleghi del Patto per l’Abruzzo, abbiamo portato in Consiglio regionale una risoluzione che prevedeva la sospensione o la riduzione del pedaggio sulla A14 e tempi certi per la gestione e conclusione dei cantieri», ricorda Dino Pepe, consigliere regionale del Partito democratico, «la maggioranza di centrodestra ha respinto il documento ritenendo il problema superato. Da anni l’Abruzzo non può contare su un’autostrada pienamente efficiente. Sono oltre 2.100 le imprese del settore trasporti coinvolte. L’aumento dei costi di esercizio è stimato in circa 130 euro l’ora per ogni camion, con ritardi medi di tre ore e mezza, il danno giornaliero per un mezzo pesante che percorre la tratta Pescara-San Benedetto del Tronto arriva a circa 450 euro ed è destinato ad aumentare ulteriormente con i rincari appena entrati in vigore. L’aumento dei pedaggi», conclude l’ex assessore regionale Pepe, «appare quindi incomprensibile e ingiustificato. Oggi, alla luce dei rincari, è ancora più urgente un intervento immediato per garantire infrastrutture sicure, tempi certi per la fine dei lavori e tariffe coerenti con il reale livello del servizio offerto agli abruzzesi».