«Borse di studio inarrivabili Altre mille andranno perse»

31 Marzo 2016

L’AQUILA. Un incontro urgente con l'assessore regionale Marinella Sclocco per evitare ulteriori tagli alle borse di studio degli universitari abruzzesi. È quello che chiedono le rappresentanze delle...

L’AQUILA. Un incontro urgente con l'assessore regionale Marinella Sclocco per evitare ulteriori tagli alle borse di studio degli universitari abruzzesi. È quello che chiedono le rappresentanze delle associazioni studentesche 360° di Chieti-Pescara e Unione degli universitari dell'Aquila e di Teramo, unite dalla causa del diritto allo studio.

Già nell'anno in corso, secondo i calcoli degli universitari, sono state perse circa mille borse di studio sulle cinquemila erogate l'anno precedente. Un taglio che può ripetersi anche il prossimo anno se la Regione non interviene in tempi brevi.

Ad allertare i giovani è stata sopratutto la pubblicazione della decreto ministeriale che aggiorna a livello nazionale le soglie dell'Indicatore della situazione economica equivalente (Isee) e dell'Indicatore di situazione patrimoniale equivalente (Ispe) per l'accesso alle borse di studio per il prossimo anno accademico.

Le soglie passano dai valori di 21.000 euro Isee e 35.000 Ispe a 23.000 di Isee e 50.000 Ispe. «Questo innalzamento non è un mero aggiornamento Istat, come sempre accaduto negli scorsi anni, ma piuttosto una vera e propria azione per arginare gli effetti distorsivi messi in atto dal nuovo modello Isee», spiegano gli studenti. «Il nuovo Isee, rivalutando soprattutto alcuni elementi patrimoniali, ha innalzato la condizione economica di migliaia di famiglie senza che queste fossero in realtà più ricche. Questo effetto ha prodotto però che migliaia di studenti rimanessero esclusi dai benefici dalle borse di studio».

Veri e propri "esodati del diritto allo studio" come li chiamano gli studenti sono stati in Italia circa il 20% e in Abruzzo il 22%. «Questo risultato arriva dopo un anno di battaglie portate avanti sia dall'Udu che dal Consiglio nazionale degli Studenti Universitari», continuano i rappresentanti dei sindacati studenteschi. «Lo stesso Cnsu già da un anno aveva sollevato la problematica chiedendo di intervenire tempestivamente, purtroppo il Ministero non è stato così reattivo a recepire le istanze degli studenti ed è dovuto passare un anno prima che le soglie nazionali fossero modificate».

Per gli esclusi di questo anno accademico quindi si è intervenuto solamente nelle singole Regioni. Fra queste l'Emilia Romagna, la Toscana, il Lazio, la Sardegna, la Puglia. «L'Abruzzo invece si è confermata una Regione non virtuosa in tema di diritto allo studio poiché non ha né previsto strumenti di tutela per gli esodati del diritto allo studio per l'anno accademico in corso né ha innalzato le soglie per l'accesso alle borse di studio al massimo consentito», concludono i ragazzi.

Michela Corridore

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