Bper, accordo su piano industriale ed esuberi

Sessantuno uscite e 16 assunzioni nella divisione Adriatica che comprende Abruzzo, Molise e sud delle Marche
LANCIANO. Nuova ondata di esuberi nel gruppo Bper delle due ex banche abruzzesi Bls e Carispaq. Dopo quelli determinati dalla fusione con la capogruppo di Modena, alla vigilia di Ferragosto è stato siglato l’accordo sindacale relativo al piano industriale 2015-2017, che ha come obiettivo la riduzione del personale e dei relativi costi.
A fronte delle 1.088 eccedenze di personale individuate, la riduzione di organico complessiva è stata ridotta a 581 unità entro il 2017.
Il ricorso a pensionamenti e pre-pensionamenti, che determinerà 781 uscite, sarà bilanciata da 200 nuove assunzioni di profili specializzati nel business digitale e del cosiddetto omnichannel. Altri 507 dipendenti saranno riqualificati.
Il piano di riduzione dell'organico genererà un costo una tantum di 62 milioni di euro per il 2015, ma garantirà a regime nel 2017 un risparmio di 56 milioni.
Per la divisione Adriatica, che ha sede a Lanciano (ha incorporato la frentana Bls e l’aquilana Carispaq) e comprende 112 filiali distribuite non solo in Abruzzo ma anche nel Molise e nel sud delle Marche, le uscite stimate saranno 61, anche se alla fine del triennio il saldo sarà di 45 unità. L’accordo con i sindacati prevede l’uscita obbligatoria, dal primo gennaio 2017, del personale che ha maturato o maturerà i requisiti pensionistici entro il 31 dicembre 2016, con la corresponsione di un incentivo.
Coloro i quali matureranno tale diritto nel 2017 (per la divisione Adriatica sono 14) potranno andare in pensione nel mese di pertinenza o optare per la sospensione dell’attività lavorativa con accesso alla sezione ordinaria del Fondo di Solidarietà del settore dal primo gennaio 2017 e fino alla data di decorrenza del trattamento pensionistico. Infine, per coloro che matureranno i requisiti pensionistici tra il 2018 e il 2020 è prevista l’uscita volontaria e incentivata con l’adesione al Fondo di Solidarietà del settore.
Le richieste verranno accolte in base a limiti numerici stabiliti per ogni ambito territoriale, per la divisione Adriatica il tetto massimo è stato stabilito in 18 unità.
«Abbiamo ottenuto garanzie di percorsi professionali e tutele i natura economica per quei lavoratori che dovranno subire la mobilità territoriale quale diretta conseguenza del piano industriale», spiega Antonella Sboro della Fabi, una delle sigle sindacali, insieme a First-Cisl, Fisac-Cgil, Sinfub, Uilca e Unisin Falcri- Silcea, che hanno siglato l’accordo con Banca popolare dell’Emilia Romagna, «e nell’accordo è stato inserito l’impegno a conservare ristori economici, che vanno a scadenza il 30 giugno 2016, per i lavoratori pendolari. Un aspetto importante per un territorio geograficamente complesso come quello abruzzese, dove le zone interne sono difficili da raggiungere e non servite da mezzi pubblici».
Tra le varie misure previste, ci sono anche le cosiddette giornate di solidarietà, ovvero la possibilità di chiedere sospensioni o riduzioni di orario di lavoro, percependo una retribuzione del 60 per cento, un’opportunità che potranno cogliere lavoratori in particolari situazioni personali o familiari.
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