Brioni, Brendan Mullane lascia la direzione creativa

PENNE. Cambio al vertice di Brioni. Brendan Mullane lascia dopo 3 anni e mezzo la guida creativa della casa abruzzese di proprietà del gruppo francese Kering. Il designer inglese era arrivato nella...
PENNE. Cambio al vertice di Brioni. Brendan Mullane lascia dopo 3 anni e mezzo la guida creativa della casa abruzzese di proprietà del gruppo francese Kering. Il designer inglese era arrivato nella casa di moda nel 2011 (una novità per Brioni che non aveva mai avuto un vero direttore creativo, se non per le collezioni donna) con l’obiettivo di rinfrescare l’immagine della casa di moda e di indirizzare parte del lavoro verso una clientela più giovane. La fine della collaborazione, secondo il sito specializzato Pambianconews, sarebbe arrivata in maniera consensuale con il beneplacito del ceo Gianluca Fiore. In attesa di un successore, la collezione primavera/estate 2017, che verrà presentata a Milano il prossimo giugno, sarà disegnata dal team interno.
Mullane, prima di approdare allo storico marchio abruzzese, era stato Senior Head Menswear Designer presso Givenchy, e ricoperto lavorato da Hermès, Louis Vuitton, Burberry e Alexander McQueen.
Il cambio al vertice del settore creativo fa il paio con la situazione occupazionale di Brioni sulla quale il deputato di Sel Gianni Melilla ha presentato un'interrogazione al ministro del Lavoro. «Brioni» sottolinea Melilla, «ha dichiarato un esubero per la mancanza di commesse. L' 11 novembre scorso è stata firmata l'apertura della mobilità volontaria che si è chiusa lo scorso 31 dicembre per circa 60 lavoratori. A fine maggio», prosegue il deputato, «scadrà il contratto di solidarietà stipulato tra l'azienda e le rappresentanze sindacali, aventi ad oggetto la diminuzione dell'orario di lavoro al fine di evitare la riduzione del personale. L'azienda prospetta una riorganizzazione aziendale con riduzione del personale perché non si intravede una ripresa prima del 2018».
Ad aggravare la situazione il dissesto idrogeologico che lo scorso marzo ha portato al cedimento di una porzione dello stabilimento e interi reparti sono stati spostati a Montebello e Civitella. «La giunta regionale, il 12 giugno, ha approvato una delibera per la compartecipazione alla ristrutturazione ma a tutt'oggi nessun contributo è arrivato» conclude Melilla che chiede «la convocazione di un tavolo nazionale con i vertici aziendali, i sindacati e la Regione per scongiurare il rischio di una grave emergenza occupazionale».
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