Bussi, risarcimento record da 1,5 miliardi

11 Aprile 2019

Regione e ministero dell’Ambiente dichiarano guerra alla Edison. Costa e Marsilio chiedono i danni e la maxi bonifica

BUSSI SUL TIRINO. Il ministero dell’Ambiente e la Regione Abruzzo dichiarano guerra alla Edison spa. Citano in giudizio il colosso dell’energia e alcuni degli ex imputati del processo per la discarica di Bussi Officine, chiedendo un miliardo e mezzo di risarcimento oltre alla bonifica dell’area contaminata.
Le assoluzioni per prescrizione, sei su un totale di dieci, sentenziate dalla Cassazione, e le motivazioni che confermano l’avvenuto disastro ambientale, danno al ministro, Sergio Costa e al governatore, Marco Marsilio, la possibilità di agire civilmente. Ma così i tempi della bonifica si dilateranno ancora di più. Dopo 11 anni, la sentenza della Cassazione, ha assolto dal disastro colposo i dieci imputati rimasti: quattro di loro, Luigi Guarracino, Giancarlo Morelli, Leonardo Capogrosso e Salvatore Boncoraglio, per non aver commesso il fatto e sei, Maurilio Aguggia, Carlo Cogliati, Nicola Sabatini, Angelo Domenico Alleva, Nazzareno Santini e Carlo Vassallo, per prescrizione. Questo accadeva a settembre. Ma l’8 aprile, a distanza di oltre sei mesi, ministero e Regione hanno avviato la causa risarcitoria per ottenere il ristoro del danno ambientale e, per quanto riguarda la Regione Abruzzo, anche del danno all’immagine e il ripristino dello stato dei luoghi. Nel primo caso, la somma di un miliardo è stata calcolata in base a una consulenza svolta dall’Ispra nel processo penale. A questa si aggiunge mezzo miliardo chiesto solo dalla Regione.
Il ministro Costa e il presidente Marsilio vogliono che Edison provveda alla bonifica integrale delle aree di Bussi e dell’intera Val Pescara, colpite dalle conseguenze di decenni di contaminazione ambientale. Sono coinvolti i terreni e le acque di falda e superficiali dei fiumi Tirino e Pescara.
«Chi inquina paga. Non è un principio astratto ma si sostanzia con questa azione concreta che per noi è fondamentale», commenta il ministro Costa. «Nel passato, l’intero territorio della Val Pescara è stato avvelenato mettendo a rischio la salute di circa 400mila persone. Lo Stato non può rassegnarsi a una sentenza penale che ha lasciato un senso di ingiustizia e questi territori senza il dovuto intervento di bonifica. Che quest’azione risarcitoria sia l’inizio di un riscatto per l’intera regione e un esempio per tutto il Paese», conclude il ministro. «L’Abruzzo reagisce con forza per tutelare il futuro degli abitanti della zona della Val Pescara e di tutti coloro che vorranno visitare le bellezze naturalistiche della nostra regione. Il giudizio penale ha acclarato precise responsabilità ed è giusto e necessario che si provveda alla bonifica», così invece afferma Marsilio. «Una causa del genere è destinata a fare storia, ha pochi precedenti: lo Stato intende fare rispettare il principio comunitario, chi inquina paga, evitando di far pagare il costo del danno ambientale alla collettività, ai cittadini», è il commento di Cristina Gerardis, avvocato dello Stato ed ex dg della Regione. «Il tribunale dispone di tutti gli elementi per dare attuazione a questo principio e gli abruzzesi, e non solo, possono guardare con fiducia al futuro di Bussi», conclude uno dei protagonisti della lunga vicenda giudiziaria sulla mega discarica della Montedison di Bussi.