C’è il piano per regolamentare le cave

4 Gennaio 2016

Concluso il lavoro di Abruzzo sviluppo. Mazzocca: tra gli obiettivi una migliore sostenibilità ambientale

PESCARA. Pronto il piano cave della regione. Lo annuncia il sottosegretario regionale con delega a Cave e torbiere Mario Mazzocca: «Con un provvedimento del 9 ottobre scorso l'esecutivo regionale ha risolto tutte le pendenze relative ai precedenti affidamenti per la redazione del Piano Cave ed ha contestualmente e riaffidato l'incarico alla società Abruzzo Sviluppo. Quest'ultima, il 30 dicembre scorso, ha trasmesso il Piano Regionale per le Attività Estrattive (PRAE), un risultato raggiunto grazie alla stretta collaborazione tra la detta Struttura Operativa e il Servizio regionale preposto». Secondo Mazzocca «vale la pena di ricordare come l'importante attività subì l'ultimo lungo stop a causa di un contenzioso giudiziario generato a seguito della tanto farraginosa quanto improvvida scelta del gruppo di lavoro coordinato da Marco Sertorio, allora presidente di Assomineraria, che dal 2010 in poi ha contribuito di fatto a determinare un congelamento dell'attività pianificatoria di interesse strategico per l'Abruzzo. Basti citare il fatto che l'obbligo della redazione di un documento programmatorio e regolamentare organica del settore estrattivo sussiste da quando avvenne il trasferimento alle Regioni delle competenze dello Stato in materia di cave». Il PRAE è uno strumento di regolamentazione . Mira al conseguimento nel breve e medio periodo di un migliore livello di sostenibilità ambientale sociale ed economica delle attività estrattive e quindi persegue il contenimento del consumo del territorio la redazione delle metodologie di coltivazione, la qualificazione dei recuperi ambientali la valorizzazione dei prodotti di cava/miniera. La redazione del PRAE ha scelto la programmazione della pianificazione indiretta con la quale si attua l'azione programmatoria e di politica di settore attraverso al definizione di regole uguali per tutti gli operatori pubblici e privati quindi non vengono individuate prioritariamente le aree vocate alla estrazione mineraria e terrigena. Il Piano è costituito da Regolamenti e Indirizzi oltre ad avere individuato aree precluse allo sviluppo delle attività di cava e aree più idonee definendo per esse precise procedure autorizzative. «Si tratta quindi di regolamentazioni, nell'ottica del perseguimento di un modello di sviluppo chiaramente sostenibile», dice Mazzocca.