Caccia al colombaccio, il Wwf all’attacco
Un duro attacco, da parte del Wwf, all’indirizzo della Regione che «con i saldi di fine legislatura regala altri dieci giorni ai cacciatori per andare in giro a sparare al colombaccio, prolungando il...
Un duro attacco, da parte del Wwf, all’indirizzo della Regione che «con i saldi di fine legislatura regala altri dieci giorni ai cacciatori per andare in giro a sparare al colombaccio, prolungando il periodo di caccia alla specie, già molto lungo, fino al 10 di febbraio». Una decisione, sostiene l’associazione ambientalista, frutto del «solito atteggiamento prono al volere dei cacciatori». Tra l’altro, incalza il Wwf, « modificare il calendario venatorio pochi giorni prima della scadenza fissata in precedenza, impedisce qualsiasi nostro ricorso alla magistratura amministrativa, che puntualmente sanziona le politiche filovenatorie della Regione. La fauna, invece di essere patrimonio indisponibile di tutti, continua ad essere ostaggio dei cacciatori - già responsabili della reintroduzione dei cinghiali e di tutti i danni che ne derivano - e dei politici che gli vanno dietro alla ricerca di qualche voto. Ma non basta: l’atteggiamento filo cacciatori della Regione si misura anche con un altro recentissimo provvedimento. È stata da pochi giorni approvata una delibera di giunta che revoca le Zone di ripopolamento e cattura (Zrc) in Provincia di Chieti. Questo per rendere tali zone libere all’attività venatoria e consentire la caccia di selezione al fine di limitare la presenza dei cinghiali che nel territorio teatino stanno creando particolari problemi. La Regione continua a far finta di non accorgersi che le scelte sin qui attuate di contenimento dei danni attraverso la caccia sono fallimentari: si spara ai cinghiali oramai praticamente tutto l’anno e i danni non sono in alcun modo diminuiti».

