Caccia, anche il Wwf si arrabbia

20 Agosto 2015

«Inconcepibile dare la possibilità di sparare a specie in declino»

PESCARA. «Qualche passo avanti c’è stato, ma non basta perché non si può riaprire la caccia a specie in declino. E si tenga conto del parere negativo dell’Ispra sui periodi di apertura». E’ il messaggio che invia il Wwf all’assessorato regionale in prossimità dell’avvio della stagione previsto dal 2 settembre per alcune specie.

Mirko Di Marzio, rappresentante Wwf nella Consulta regionale della caccia, sottolinea come nel calendario regionale venatorio 2015-2016 «a fronte di alcuni apprezzabili miglioramenti per la tutela di beni comuni di fondamentale importanza come l’orso bruno marsicano, siano stati confermati diversi punti non condivisibili come la preapertura della caccia nel mese di settembre e l’allungamento della stagione venatoria fino a febbraio».

Anche il Wwf, come aveva fatto il consigliere regionale Mauro Febbo di Forza Italia, fa notare come per tante specie sia stata autorizzata la caccia estendendo il periodo consentito rispetto a quanto indicato dall’Ispra, l’organo scientifico nazionale deputato a pronunciare indicazioni tecniche sui singoli calendari venatori regionali. «Ma l’atto più incredibile approvato dalla giunta regionale D’Alfonso-Pepe», scrive Di Marzio, «è di aver reintrodotto la possibilità di sparare ad uccelli acquatici come il Frullino, il Codone, il Mestolone e la Canapiglia, finora protetti perché riconosciuti dal mondo scientifico in declino e in uno stato di conservazione sfavorevole».

Già la precedente giunta Chiodi-Febbo era stata bocciata nel 2012 dal Tar Abruzzo su ricorso del Wwf e di altre associazioni perché la Regione permetteva la caccia a diverse specie in declino. «Chiediamo con fermezza un ripensamento della Regione», aggiunge Luciano Di Tizio, delegato regionale del Wwf, pronto in alternativa a presentare osservazioni al Comitato Via.(cr.re.)