Caccia, diffidati governatore e assessori

Niente calendari venatori bis: già pronta una richiesta di risarcimento dei danni alla fauna se la Regione aggira il Tar
L’AQUILA. Pronti «ad agire nelle opportune sedi anche a fini risarcitori per i danni prodotti al patrimonio indisponibile dello Stato». Così scrive il Wwf Italia (vedi il documento a destra), nella diffida inviata ieri al presidente della Regione, Marco Marsilio, all’assessore alla caccia, Emanuele Imprudente, al resto della giunta di centrodestra, al neo direttore del Dipartimento agricoltura-caccia e pesca, Elena Sico e alla dirigente Antonella Gabini.
PERCHÉ LO FANNO. Gli ambientalisti hanno l’obiettivo di stroncare, sul nascere, un nuovo provvedimento sulla caccia, annunciato dall’assessore leghista, per superare l’ordinanza del Tar Abruzzo che ha sospeso l’avvio della stagione venatoria.
Il presidente del Tribunale amministrativo dell’Aquila, Umberto Realfonzo, il 28 agosto scorso, ha infatti accolto l’istanza di “sospensione interinale fino alla trattazione collegiale fissata per la camera di consiglio del 25 settembre”, presentata dal Wwf e dalla Lega nazionale per la difesa del cane. Per il Tar: «Nel bilanciamento dei diversi interessi, appare prevalente l’interesse pubblico generale alla conservazione della fauna selvatica». È il fulcro dell’ordinanza cautelare.
E NON SOLO. Nella diffida del Wwf peraltro si sottolinea che non è stato neppure concluso il procedimento in merito alla Valutazione di incidenza ambientale (Vinca) del calendario venatorio sospeso «la cui nuova approvazione, quindi, rappresenterebbe una grave e palese violazione di quanto stabilito dalla direttiva “Habitat” e dalla normativa italiana di recepimento», avvertono gli ambientalisti.
PARLA CASERTA. «Siamo stati costretti a firmare questo nuovo atto nei confronti della giunta regionale per tutelare l’interesse primario della tutela della natura e, nello specifico, della fauna», spiega Dante Caserta, l’abruzzese vicepresidente del Wwf Italia. «Rinnoviamo l’invito al presidente Marsilio, già formulato in fase di predisposizione del calendario e dopo l’ordinanza del Tar, di aprire un tavolo di confronto per arrivare, stante l’attuale legge che consente la caccia in Italia, a una gestione corretta dell’attività venatoria, che vuol dire porre al centro la tutela di un patrimonio che appartiene a tutti i cittadini abruzzesi e non ad una piccola minoranza».
Altrimenti le due associazioni prenderanno decisioni estreme, come quella scritta nella diffida di citare per danni la giunta regionale, il suo governatore e i dirigenti del settore caccia che, materialmente, hanno firmato oppure firmeranno nuovi atti.
LE TAPPE. Il 14 di agosto, la giunta approva, con la delibera numero 497, il nuovo calendario venatorio regionale 2019/2020. La bozza del calendario era stata sottoposta all’attenzione dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) che aveva fatto pervenire delle osservazioni, in parte disattese senza motivi validi dalla Regione. Lo stesso calendario era stato anche sottoposto alla procedura di Valutazione di incidenza ambientale, con una prima proposta che però è stata modificata in corsa, con date di riapertura che finiscono per incidere sullo stato di conservazione della fauna selvatica.
Il Tar ha così dato lo stop. Ma ora la Regione vuole presentare un nuovo calendario. Ed è scattata la diffida.

