Caccia, la paralisi davanti al Tar

28 Settembre 2016

E le associazioni bisticciano sulla partecipazione al corteo di Pescara

PESCARA. Approda al tribunale amministrativo (Tar) la discussione sul ricorso delle associazioni ambientaliste sul calendario venatorio regionale che è stato sospeso in prima istanza dai giudici. La Federcaccia si è costituita in giudizio. La Regione presenterà una relazione dell'Ufficio caccia al calendario venatorio.

Sul caso domenica si è svolta una manifestazione di protesta a Pescara organizzata dall’associazione regionale della Libera Caccia. Le doppiette si sentono vittime di un’anima ambientalista e accusano la Regione di non essersi data da fare per stendere un calendario inoppugnabile. Nel frattempo tuttavia fanno notare di aver pagato le tasse regionali per poter svolgere l’attività venatoria.

La Federcaccia prende spunto dalla protesta di domenica per prendere posizione. In particolare fa riferimento al fatto che il presidente di Libera Caccia ha rilevato l'assenza delle altre Associazioni venatorie abruzzesi a Pescara.

«Innanzitutto vogliamo congratularci con il presidente e la sua organizzazione per aver organizzato in poco tempo l'evento che ha portato a Pescara un buon numero di cacciatori, il che dimostra come il mondo venatorio sia scontento ed arrabbiato per l'incertezza, tutta abruzzese, del rispetto delle leggi che regolamentano l'attività venatoria», si legge in una nota di Federcaccia la quale rileva come il malcontento sia «per responsabilità dell'Ufficio caccia della Regione che, unica in Italia, porta avanti il progetto della chiusura della caccia a settembre, in barba alle leggi nazionale e regionale, oltre a contrazioni di periodi di caccia a gennaio».

Riguardo l'assenza alla manifestazione di Pescara, Federcaccia sostiene di non essere stata né contattata né invitata alla stregia di altre Associazioni.

Sulla protesta Fabrizio Fornaciari, portavoce di Fratelli d'Italia-An del Teramano, fa sapere di essere solidale con i cacciatori teramani in attesa del pronunciamento del Tar: «La caccia non può più dipendere dalle sentenze, è ora che la Regione faccia realmente la sua parte».