Camere di commercio e poltrone

Chieti è per l’accorpamento regionale, L’Aquila e Pescara vogliono due presidenze
L'AQUILA. Incertezze e incognite pesano sul sistema delle Camere di commercio abruzzesi. Punti interrogativi legati all'entrata in vigore, a pieno regime, della riforma, che dovrebbe essere operativa entro sei mesi, ma anche alle tante fratture interne. Uno scacchiere in cui un solo spostamento di pedina, può valere la poltrona della presidenza. E all'orizzonte si profila proprio una "guerra degli incarichi", con l'attuale governance divisa sul futuro assetto territoriale: Camera unica regionale o doppia- testa interprovinciale, con l'accorpamento Chieti-Pescara e L'Aquila-Teramo. Argomento sul quale è intervenuta con forza la Cisl regionale che chiede la formazione di un solo ente in Abruzzo. E sollecita il presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, a convocare subito un tavolo di confronto.
«Il taglio del diritto annuale», affermano il segretario Cisl Abruzzo-Molise, Maurizio Spina, e il segretario Fp-Cisl, Vincenzo Traniello, «produrrà un effetto devastante sul funzionamento delle Camere di commercio, che rischiano un deficit strutturale. Proponiamo un processo di razionalizzazione del sistema abruzzese, con una sola Camera regionale e quattro articolazioni territoriali. Un percorso che produrrebbe notevoli economie di scala, con risparmi sui costi gestionali. Ci si sta orientando, invece, verso la formazione di due Camere: Chieti- Pescara, con un numero di aziende iscritte appena sufficiente a mantenere un equilibrio economico, e L'Aquila- Teramo con meno di 80 mila aziende. Quota che non consente la solidità gestionale». La Cisl evidenzia i contrasti tra le presidenze «che stanno determinando ritardi e rischiano di creare un danno irreparabile al sistema». Di qui, la richiesta al presidente, D'Alfonso, «di rendere la riforma funzionale al riordino istituzionale ed evitare che l'Abruzzo perda risorse per lo sviluppo».
La posta in palio è di quelle che fanno gola. Mentre Chieti e Pescara hanno avviato con successo l'iter di fusione, L'Aquila e Teramo sono al palo, con quest'ultima rimasta senza guida, dopo la scomparsa di Giandomenico Di Sante. Il presidente della Camera di Pescara, Daniele Becci, propende per la fusione con Chieti, che gli dovrebbe garantire la permanenza alla guida dell'ente. Roberto Di Vincenzo, presidente della Camera di commercio di Chieti è invece, favorevole alla Camera regionale «per ridurre i costi, viste le condizioni economiche imposte dalla riforma». Non si pronuncia, Lorenzo Santilli, a capo di Unioncamere e della Camera aquilana, che ormai da mesi tace sull'argomento. E' certo che un ente unico regionale, per legge, assicurerebbe la sede legale all'Aquila, spostando gran parte di uffici e servizi tra Chieti e Pescara e lasciando spazio a un solo presidente. E Santilli punta, invece, ad ottenere la poltrona della nuova Camera interprovinciale L'Aquila- Teramo, che gli assicurerebbe il controllo di tutta l'area interna abruzzese.
Monica Pelliccione
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