Camere di commercio la riforma fa paura Si teme per 32 posti

Documento dei 4 enti camerali ai parlamentari abruzzesi Entro novembre la delibera di fusione Teramo-L’Aquila
L'AQUILA. Definire meglio ruoli e funzioni delle Camere di commercio, per mantenere un’autonomia locale e fornire assistenza alle imprese del territorio. Altro aspetto: l’occupazione, che mette in gioco, in Abruzzo, 32 posti di lavoro tra Cresa, Agenzie per lo sviluppo dell'Aquila e di Chieti, Centro esteri e Centro interno. Sono i due punti-cardine del documento che i quattro presidenti delle Camere di commercio abruzzesi hanno consegnato ieri, ai parlamentari presenti nel tavolo allargato di Unioncamere. Alla riunione, oltre ai rappresentanti delle associazioni di categoria, hanno preso parte anche Stefania Pezzopane, Enza Blundo, Giulio Sottanelli, Tommaso Ginoble e Paolo Tancredi. Emendamenti e proposte che i parlamentari abruzzesi si sono impegnati a trasferire alla X Commissione della Camera, dov'è all'esame definitivo il decreto del 25 agosto scorso sulla Riforma camerale. «Proposte», ha spiegato il vice presidente della Camera di commercio di Teramo, Gloriano Lanciotti, «che arrivano da Uniocamere nazionale e dall’Abruzzo. I correttivi riguardano, in particolare, le funzioni degli enti, che vanno definite meglio. Vogliamo mantenere gli spazi di autonomia che le Camere di commercio hanno sempre avuto, esercitando un ruolo di assistenza e sostegno alle Pmi. Anche sul piano delle risorse, il taglio del 50% del diritto camerale crea problemi di cassa e di risorse che non saremo più in grado di stornare sul territorio per start-up, progetti sull'imprenditoria giovanile e femminile, internazionalizzazione. Nel documento si chiede un aumento del 20%, rispetto allo standard attuale, della tassa che le imprese pagano alle Camere di commercio». Una riforma che fa discutere. I presidenti della quattro Camere abruzzesi hanno presentato sul piatto una serie di emendamenti a tutela degli enti e dei servizi alle aziende. Va rilevato, tuttavia, che la Riforma trova un grande consenso tra le associazioni di categoria, che hanno sottoscritto un documento comune, eccezion fatta per Confcommercio Abruzzo, espressione delle presidenze dell'Aquila, con Lorenzo Santilli, e di Teramo, con Giandomencio Di Sante. Un sì alla Riforma espresso pubblicamente anche dal presidente regionale di Confindustria, Agostino Ballone. Nell'incontro si è discusso, inoltre, dell'accorpamento delle Camere di commercio Chieti - Pescara, in dirittura d'arrivo, e L'Aquila- Teramo: «Entro novembre», ha assicurato Lanciotti, «le due giunte approveranno la delibera di fusione, a gennaio partirà l'iter definitivo. Sarà un passaggio senza vinti, né vincitori, per la creazione di un ente unico a servizio del mondo imprenditoriale». La senatrice, Pezzopane, ha dato «massima disponibilità a recepire gli input di Unioncamere nazionale e Abruzzo, a garanzia dei livelli occupazionali e dei servizi offerti alle imprese», pur rimarcando che «la Riforma è un passaggio necessario, da fare con intelligenza».
Monica Pelliccione

