Campo (Uil): adesso c’è l’impegno per abbassare le tasse

12 Luglio 2016

PESCARA. «Dispiace che il Governo, nella persona del Sottosegretario De Vincenti, non abbia dato seguito alla promessa di conferire all'Abruzzo 133 milioni a titolo di parziale indennizzo del taglio...

PESCARA. «Dispiace che il Governo, nella persona del Sottosegretario De Vincenti, non abbia dato seguito alla promessa di conferire all'Abruzzo 133 milioni a titolo di parziale indennizzo del taglio subito nella dotazione dei fondi strutturali europei. Insisteremo sull'argomento, anche perché vi sono alcune opportunità da cogliere a questo scopo». Il segretario regionale della Uil Roberto Campo rileva una “pecca” della giornata di sabato alla Fonderia della Civitella che ha visto la firma del Patto per lo sviluppo tra Regione, sindacati, imprenditori e parti sociali. «La priorità ora diventa l'attuazione dei tanti progetti contenuti nei programmi operativi dei fondi strutturali europei, nel Masterplan Abruzzo e nel Patto per lo Sviluppo dell'Abruzzo», sollecita Campo.

Dalle carte a bandi, cantieri e assunzioni. La programmazione 2014-2020 e lo stesso Masterplan, secondo il segretario Uil, hanno accumulato ritardie non ve ne devono essere altri. «Abbiamo qualche preoccupazione sulla capacità della macchina amministrativa regionale di svolgere bene una tale mole di lavoro, anche perché la riorganizzazione sin qui operata dalla giunta regionale è stata confusa, senza un piano chiaro su cui potersi confrontare», è l’ulteriore rilievo critico sul quale Campo si è tra l’altro più volte espresso. «Il Patto rappresenta un'integrazione al Masterplan , nell'ambito del Patto per il Sud, firmato a maggio da Regione e Governo. Aggiunge ulteriori 254 milioni di investimenti definiti per obiettivi, tempi, modi, ma soprattutto cerca di recuperare un punto debole del Masterplan, che è tutto opere ma debole sulle politiche».

Per quanto riguarda la politica fiscale regionale, nel Patto la Regione prende l'impegno di eliminare, per tappe, le tasse aggiuntive che pagano cittadini e imprese a causa del vecchio deficit della Sanità, e di sostituire l'aliquota secca dell'addizionale regionale Irpef con gli scaglioni di reddito.

«Ogni anno», annota Campo, «le tasse aggiuntive tolgono all'Abruzzo circa 130 milioni, oltre 900 milioni in un settennio: è un potente fondo strutturale alla rovescia che opera implacabilmente ogni anno (mentre gli investimenti della nuova programmazione ancora non partono): con il Patto per lo sviluppo, la Regione si è impegnata a mettervi fine».