Carceri sovraffollate agenti abruzzesi in piazza

Manifestazione di Fp Cgil e Uilpa per i turni massacranti e la carenza di organico I mezzi sono obsoleti, i poliziotti rischiano di rimanere a piedi con i detenuti
PESCARA. Hanno manifestato martedì a Roma gli agenti della polizia penitenziaria per rivendicare un cambio di marcia nella gestione amministrativa e migliori condizioni di lavoro all’interno e all’esterno degli istituti penitenziari. Oltre al sovraffollamento delle carceri e al problema “sicurezza” degli stessi agenti, di non poco conto sono altre questioni apparentemente di poco interesse come l’eccessivo chilometraggio degli automezzi in dotazione. «Siamo in tanti», hanno raccontato in una nota Fp Cgil e Uilpa Polizia Penitenziaria, «davanti alla sede del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) per chiedere a gran voce investimenti urgenti per garantire agli agenti di lavorare in sicurezza».
Nello specifico, durante l’incontro con i vertici del Dap, Fp Cgil e Uilpa hanno chiesto: misure urgenti per rinforzare l’organico del Corpo, per definire le dotazioni organiche delle sedi amministrative e il recupero del personale in esubero negli stessi uffici dell’amministrazione ma ancora in carico agli istituti penitenziari, determinando una grave carenza all’interno delle carceri. «Inoltre», continuano le sigle sindacali, «abbiamo rivendicato con forza un accordo che definisca regole di trasparenza per la mobilità del personale, insieme a un cambio di passo sul riordino e sul riallineamento delle carriere e a un intervento adeguato per contrastare il fenomeno delle aggressioni, subite dalle lavoratrici e dai lavoratori della polizia penitenziaria, e dello stress correlato al lavoro».
Per quanto riguarda l’eccessivo chilometraggio dei mezzi in dotazione, c’è da riflettere su un dato: la gran parte dei blindati per il trasporto dei detenuti hanno superato i 500mila chilometri. «Con il rischio», afferma il segretario generale territoriale Uil Polizia Penitenziaria, Mauro Nardella, «di rimanere appiedati con i detenuti a bordo, con pericoli comprensibilmente aumentati». Oltre a quelli con eccessivo chilometraggio, la gran parte dei mezzi sono ricoverati in officina. Problema grave è il sovraffollamento delle carceri, fenomeno che in Abruzzo riguarda soprattutto Teramo, Lanciano e Sulmona. Il numero dei detenuti supera almeno del 25% il consentito, con punte del 45% a Sulmona. «Con carico di lavoro considerevolmente superiore a ciò che è chiesto di svolgere. A fronte delle 6 ore», puntualizza Nardella, «si fanno turni dalle 8 alle 12 ore». Per quanto riguarda l’aggressione agli agenti di polizia penitenziaria, a livello nazionale, nel corso del 2016 ce ne sono state 400, superando il livello massimo già raggiunto lo scorso anno. Ciò comporta tempi di recupero psico-fisico dell’agente coinvolto di svariate settimane con un depauperamento ulteriore dell’organico.
«Chiediamo la rivisitazione dei modelli organizzativi soprattutto dove, allo stato attuale, vige la cosiddetta “vigilanza dinamica” cioè, al fine di sopperire alle continue richieste di risarcimento danno da parte della Comunità europea per i diritti dell’uomo, si aprono le celle ai detenuti per almeno 8 ore al giorno. Ciò comporta più pericoli».
A conclusione dell’incontro con Pietro Buffa, Fp Cgil e Uilpa riferiscono che «l’amministrazione penitenziaria ha assunto con noi impegni importanti come l’assunzione di oltre 800 agenti, anche attraverso lo scorrimento delle graduatorie dei concorsi già effettuati, il recupero di un consistente numero di poliziotti dalle sedi amministrative e un cambio di marcia nelle relazioni sindacali per arrivare alla definizione di un testo unico su tutto la mobilità del personale. Ora», concludono le organizzazioni di Cgil e Uil, «attendiamo l’amministrazione alla prova dei fatti, mantenendo alto lo stato di agitazione».
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