Carichieti, undici clienti rimborsati all’80%

29 Settembre 2016

Sono i primi a essere risarciti per le obbligazioni subordinate. A giorni la cessione della nuova banca

PESCARA. Sono undici i risparmiatori che avevano sottoscritto obbligazioni subordinate della vecchia Carichieti ad avere già ottenuto il rimborso forfettario dell'80%, reso possibile dalla legga approvata il 29 giugno. Il parametro da rispettare per riavere subito i quattro quinti del capitale investito era almeno uno di questi due: o disporre di un patrimonio mobiliare inferiore ai 100mila euro o avere denunciato nel 2015 un reddito Irpef inferiore ai 35mila euro. Si prevede che entro il termine ultimo del 4 gennaio 2017 saranno molti altri gli investiori che presenteranno domanda: ricordiamo che le subordinate Carichieti erano state sottoscritte da 720 clienti e che inizialmente le norme sul bail-in (il salvataggio) approvato in sede europea prevedevano che questo tipo di obbligazioni, in caso di crac della banca, non godessero di nessun tipo di tutela.

Solo dopo le proteste dei risparmiatori (il problema, oltre che Carichieti, riguarda soprattutto la Popolare dell'Etruria, la Banca Marche e Cariferrara), il governo si era deciso a varare una norma che prevedesse i rimborsi con procedure più rapide rispetto al ricorso all'autorità giudiziaria, ricorso comunque possibile per chi è in grado di dimostrare che prodotti ad alto rischio erano stati collocati dalle banche senza alcuna avvertenza, ma anzi con ampie rassicurazioni circa la solvibilità.

Smontare la mina dei rimborsi contribuisce a ridare serenità anche alla Nuova Carichieti, l'istituto nato a novembre sulle ceneri della vecchia Cassa di risparmio teatina, alla vigilia della scelta del nuovo proprietario della banca, che dovrebbe essere reso noto a giorni dal presidente Roberto Nicastro.

Al momento tra i quattro istituti posti in risoluzione dalla Banca d'Italia, quello abruzzese sembra quello meglio piazzato per trovare un compratore che chiuda definitivamente la fase dell'emergenza: si sa che in lizza sono rimasti la bergamasca UBI e la Popolare di Bari, ma le indiscrezioni danno la banca lombarda in netto vantaggio, con la possibilità di rafforzare la propria rete di sportelli in una regione in cui al momento è presente con solo tre filiali, ereditate dalla Popolare di Ancona. Il termine ultimo per la cessione era stato stabilito dalla UE al 30 settembre, ma Bruxelles dovrebbe concedere una breve dilazione.

L'ottimismo che si respira in via della Colonnetta è legato anche al fatto che la banca continua a fare meglio degli obiettivi che si era posta: i dati sono in miglioramento sia nella semestrale, in via di approvazione, sia nel rendiconto che sarà stilato al 30 settembre. Gli stessi impieghi all'economia sono in ripresa, con 580 milioni di euro già affidati quest'anno tra rinnovi, nuove concessioni e nuovi finanziamenti a medio-lungo termine, mentre l'afflusso di crediti difficili (i cosiddetti npl-non performing loans) si mantiene ben al di sotto della media nazionale. Il tutto mentre l'istituto guidato da Felice Delle Femine si accinge a lanciare altri nuovi prodotti: in questo caso si tratta di conti pensati per tre segmenti di clientela, giovani, famiglie e professionisti. Il primo arriverà a breve con un costo di 90 centesimi al mese, per rafforzare il legame con una fascia di clientela che si serve principalmente dell'internet banking.