«Caro ministro, toglici tutta questa burocrazia...»

15 Novembre 2014

Lanciano, le richieste dei giovani e degli imprenditori al titolare dell’Agricoltura Gli studenti mostrano i progetti, i precari del Negri Sud reclamano attenzione

LANCIANO. E’ un brulicare di persone e di idee l’Officina storica della Sangritana, trasformata per la “Notte dei ricercatori” in una sorta di Leopolda frentana. Ne resta colpito anche il ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina, ospite della manifestazione e under 40 come i tanti giovani che in una notte provano a rappresentare i tanti talenti dell’Abruzzo, dalla terra alla tecnologia alla scienza. Un pensiero va anche al calciatore della Virtus Lorenzo Costantini, stroncato a 20 anni dalla leucemia e ricordato ieri con un applauso.

Nei locali del capannone dove una volta si aggiustavano i treni, si intrecciano storie e vissuti. Quelli dei ricercatori di domani, gli studenti delle scuole superiori che nel pomeriggio mostrano i progetti ideati e sviluppati in classe, dall’autoveicolo col motore a combustione interna dell’Itis Da Vinci al latino con il tablet del liceo classico. Quelli dei ricercatori di oggi, i più preparati ma dal futuro precario. E quelle dei ricercatori di ieri che, forse già a breve, un posto rischiano di non avercelo più. Come i lavoratori del Mario Negri Sud di Santa Maria Imbaro, arrivati con il camice bianco indosso anche se l’istituto di ricerca non è ufficialmente presente alla manifestazione per via della sua difficile situazione.

Percorrendo l’Officina incontri pezzi di storia abruzzese. C’è la Fiat con due modelli di Ducato prodotti in Sevel che raccontano l’evoluzione dell’automotive in Abruzzo. Ci sono le eccellenze agroalimentari, dallo zafferano al vino, dal tartufo ai confetti. Ci sono le stampanti 3D, progetto di tre giovani abruzzesi, che sfornano ogni tipo di oggetto, dai ciondoli ai vagoni del treno, fino a un busto di De Gasperi. Ci sono le università con i loro progetti di ricerca scientifica. Come il naso elettronico, sviluppato dall’ateneo di Teramo insieme all’università di Tor Vergata, da applicare nel campo del controllo della qualità e delle materie prime. Lo illustra con entusiasmo Marco Faieta: «Penso a formarmi bene qui, mentre pensare di rimanere in Italia per il futuro è difficile. Ma non smettiamo di crederci». Come fa Daniela, post doc precaria a Chieti. «Mi fa arrabbiare questo discorso di dover andare all’estero», dice e stringe i denti ogni giorno.

Altri giovani, imprenditori, studenti e liberi professionisti, i loro interrogativi li pongono direttamente al ministro Martina. «Quale importanza il governo riserva ai giovani?», chiede Piercarmine Tilli, che ha un’azienda vitivinicola a Casoli. «Il primo obiettivo del mio ministero è aumentare la presenza dei giovani in agricoltura (oggi il tasso degli under 35 in Abruzzo è del 3% rispetto al 5% nazionale, ndc)», risponde Martina, «se questo avviene significa portare nel settore innovazione, tecnologia, internazionalizzazione, maggiore capacità di stare nel mercato». «Ma noi addetti del settore agricolo passiamo molto tempo sulle carte, a causa della burocrazia», nota Lucilla Andreoli, giovane imprenditrice agricola. «E’ vero», ammette l’esponente di governo, «ma stiamo cercando di semplificare le procedure». Manuel Galante, 27 anni, titolare di un’azienda vitivinicola locale, chiede di destinare risorse a stage all’estero per giovani agricoltori. «Speriamo di portare nel Consiglio europeo di dicembre un pacchetto di misure dedicate ai giovani in campo agricolo», annuncia il ministro Martina, «abbiamo l’idea di un Erasmus per giovani imprenditori agricoli, con scambio di buone pratiche su tutto il fronte europeo». Antonio Rossi, presidente dell’associazione di tutela del peperone dolce di Altino, pone l’accento sulla necessità di finanziare anche le piccole produzioni e i prodotti autoctoni.

Nella lunga “Notte dei ricercatori” non mancano le proteste, come quella del movimento anti trivelle che alza cartelloni all’indirizzo del ministro: “Acqua vino e olio, no petrolio”, “Quale agricoltura col petrolio?”. «Siamo nelle condizioni di fare un salto di qualità nel settore delle energie rinnovabili», replica senza scomporsi il ministro Martina.

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