Casa Abruzzo: «Ecco come lavoriamo per i bandi»

9 Febbraio 2015

BRUXELLES. Sul balcone del primo piano al 210 di Avenue Louise noti subito tre bandiere: quella italiana, quella dell’Unione europea e il drappo rosso coi colori della Regione. Guardando meglio, però,...

BRUXELLES. Sul balcone del primo piano al 210 di Avenue Louise noti subito tre bandiere: quella italiana, quella dell’Unione europea e il drappo rosso coi colori della Regione. Guardando meglio, però, tra i rampicanti sempreverdi, si fa caso alla scritta “Abruzzelles”. Quale nome più immediato potevano scegliere i professionisti che da oltre 15 anni portano le istanze della nostra comunità locale all’interno dell’Ue. Non solo politici e istituzioni, ma anche professionisti e aziende che periodicamente si confrontano con questa struttura specializzata nell’intercettare i bandi per ottenere i fondi comunitari. A “Casa Abruzzo” lavorano i funzionari regionali Fabiano De Leonardis e Leo Grassi, coadiuvati dagli stagisti Annalisa Fantauzzi e Margaux Scozzari e dai volontari Lorenzo Della Franca e Valeria De Tiberis. A parte Margaux che arriva dall’Università di Mons-Hainaut, gli altri sono tutti giovani abruzzesi.

Al momento l’attenzione è tutta concentrata a presentare proposte nei più svariati settori, dall'ambiente alla ricerca, dall'innovazione tecnologica all'energia, dalla società dell'informazione alla protezione civile, dalle imprese all'istruzione ed alla cultura. Nel riepilogo di gennaio sono stati inseriti ben 91 bandi che aprono a investimenti anche in istruzione, giustizia, affari sociali, cultura e comunicazione. «Non siamo una sede di rappresentanza», rimarca De Leonardis. «Quando si aderisce a bandi europei si entra automaticamente in competizione con 28 Paesi. Molti sanno il fatto loro. Noi cerchiamo di fare da raccordo col territorio, con incontri e newsletter, un compito non facile». (fab.i.)