Casa, giù le tasse per il rilancio

16 Febbraio 2018

Fiaip: le sole detrazioni sulla prima abitazione non sono sufficienti

PESCARA. Una forte riduzione della componente patrimoniale per rilanciare il settore immobiliare in Italia. È questa la prima delle dieci proposte suggerite da Confedilizia al futuro governo per far ripartire le compravendite in Italia dopo la crisi. «La componente patrimoniale è quella che è stata maggiormente colpita negli ultimi anni a partire dalla manovra del 2011», ha spiegato il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, nel presentare il manifesto delle proposte. Componente rappresentata «oggi da Imu e Tasi che rispetto all’Ici del 2011 è superiore di più di 10 miliardi, dai 9 del 2011 ai 21 attuali, passando per i 25 degli anni scorsi», ha illustrato il presidente di Confedilizia, sottolineando che in Italia «l’edilizia resta l’ unico settore in crisi in un periodo di crescita: le compravendite non si sono ancora riprese».
Gian Battista Baccarini, presidente nazionale della Fiaip (Federazione italiana agenti immobiliari professionali, invita a non credere «a chi scommette su nuove tasse patrimoniali o ipotizza proposte non realizzabili. Le sole detrazioni sulla prima casa oggi», sostiene, «non sono sufficienti per far ripartire il settore immobiliare e riattivare la ripresa economica nel nostro Paese. Chi parla di nuove tasse sui patrimoni e i risparmi degli italiani condanna l’Italia agli ultimi posti in Europa. L’immobiliare», conclude Baccarini, «necessita di interventi che siano in grado di restituire fiducia ad un comparto che soffre ormai da anni e che ha perso più di 750 mila posti di lavoro».