Casanova: mi candido per aiutare l’Abruzzo

L’aspirante parlamentare europeo con la Lega: «Il mio amico Salvini? È un fuoriclasse come Pantani»
PESCARA. Dal Papeete beach alle rive abruzzesi dell’Adriatico per esportare la sua idea di fare turismo e la passione per la Lega. Massimo Casanova, neofita della politica, è candidato alle elezioni europee con il Carroccio. Considera Matteo Salvini un fuoriclasse e lo paragona «a Marco Pantani».
Lei è un noto imprenditore, titolare di una delle spiagge più in d'Italia, il Papeete beach a Milano Marittima. Come mai questa decisione di buttarsi in politica.
«La prima volta che ho votato Lega avevo 18 anni. E sono sempre stato fedele. Ricordo tanti anni fa quando Umberto Bossi venne a Milano Marittima ma nessuno voleva concedergli la sala per una manifestazione politica. Fui l’unico ad ospitarlo. Fino ad oggi ho fatto l’imprenditore, ma da quando c’è Matteo Salvini tutto è cambiato. Sta dando se stesso per restituire all’Italia orgoglio e dignità, è un fuoriclasse. Io lo paragono sempre a Marco Pantani. Non potevo restare con le mani in mano. Nessuno che abbia un minimo di amore per il futuro dei propri figli – ed io ne ho tre – può farlo. Mi sono messo a disposizione. Per lui, per il mio partito, per la mia gente, per il mio Paese. Per un’Europa sbagliata così com’è».
Perché nella circoscrizione Italia meridionale?
«Vivo il Mezzogiorno, la Puglia in particolare, da anni. Da bambino ci andavo con i miei genitori e 13 anni fa ho deciso di prendere la residenza. Passo a Lesina, in provincia di Foggia, larga parte dell’anno. Ho un’azienda agricola e ho coltivato rapporti eccezionali, umani e professionali. E poi sono tra coloro che hanno maggiormente lavorato con Matteo Salvini per l’apertura al Sud e la svolta nazionale della Lega, che sta raccogliendo straordinari consensi».
Che tipo di contributo pensa di poter dare?
«Pragmatismo, coraggio, continuità, coerenza. Sono un imprenditore, ho vissuto e vivo da vicino le problematiche che affliggono le piccole, medie e grandi imprese, la pressione fiscale, i bisogni infrastrutturali materiali ed immateriali dei territori, i gangli della burocrazia».
Cosa conosce dell'Abruzzo? Perché un elettore della nostra regione dovrebbe votarla?
«Perché l’Abruzzo, terra bellissima e laboriosa, ha sofferto molto a causa della miopia e incapacità delle classi dirigenti che l’hanno governata, che si sono rivelate elitarie e parassitarie, inadeguate a gestire la cosa pubblica. L’Abruzzo, con il ruolo di cerniera che riveste per collocazione geografica, è regione strategica per mettere in connessione il Paese. Vanno promossi investimenti sulle infrastrutture e le aree interne, va accelerata la ricostruzione post-terremoto, attesa in alcuni luoghi da un decennio. Dobbiamo promuoverne le peculiarità culturali e turistiche. Rompere l’isolamento a cui l’hanno relegata i governi regionali precedenti».
Da imprenditore di successo, quale la ricetta per consentire anche alle località turistiche abruzzesi, di decollare?
«Promuoverla anzitutto, puntando sulle peculiarità di questa Regione, alcune delle quali non comparabili a nessun’altra realtà. E migliorare il fronte infrastrutture. È il cuore verde d’Europa e racchiude in sé declinazioni straordinarie di turismo invernale, estivo, culturale e religioso. Penso, ad esempio, al maestoso evento della Perdonanza, un giubileo annuale di eccezionale valore che deve andare oltre i confini regionali. È una regione che tiene insieme paesaggi diversi in pochissimi chilometri: dalla montagna più alta, il Gran Sasso, si vede il mare, ad esempio, e questo è un privilegio che andrebbe sfruttato creando le giuste sinergie per unire due facce del turismo, sì da intercettare flussi diversi tra loro e destagionalizzare».
Quali le priorità per una regione come l'Abruzzo?
«Infrastrutture, economia, turismo. Oggi la Regione Abruzzo può realisticamente raggiungere tutti i target prefissati, ma non era così fino all'autunno scorso, allorquando c'era il fondato timore di un disimpegno delle risorse o di una riduzione di quanto programmato. Va perciò dato merito al lavoro che sta svolgendo l'attuale giunta regionale, di cui la Lega è parte integrante e della quale intendo essere interlocutore attento e fattivo. Come ha dimostrato l'ultimo Vinitaly, in cui l'Abruzzo è stato presente con ben 115 cantine, la Regione già oggi ha delle eccellenze. Una di queste è il comparto vinicolo che rappresenta la quota di mercato principale sull'intero export alimentare abruzzese con oltre il 30 per cento del fatturato regionale».
Cosa pensa della questione migrazione? Tra i suoi dipendenti vi sono persone straniere?
«Assolutamente sì, ne ho. Sfatiamo questo mito creato dai nostri avversari, a corto di argomenti, che la Lega sia un partito razzista o quant’altro. Semplicemente la Lega è per una immigrazione controllata, numericamente sostenibile, e che rispetti il criterio della legalità».
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